Finanza
Guarire (e divertirsi) con l’ippoterapia
LUCCA. Il primo addomesticamento del cavallo, di cui si abbia notizia, risalirebbe a circa seimila anni fa. Da allora ne è passato di tempo, e questo splendido animale, tenuto in grande...
LUCCA. Il primo addomesticamento del cavallo, di cui si abbia notizia, risalirebbe a circa seimila anni fa. Da allora ne è passato di tempo, e questo splendido animale, tenuto in grande considerazione presso i popoli dell’antichità, è entrato di diritto a far parte della nostra vita. Al punto che è divenuto un elemento indispensabile nel recupero dei diversamente abili. Autismo, forme di ansia, sindromi di down, ritardi mentali: non esistono limiti nell’impiego di tale mammifero, amato per il suo incedere elegante e per la sua docilità.
E così, nella tranquilla campagna della frazione Mutigliano, nella immediata periferia della città, sono diversi gli alunni delle scuole della frazione, che possono giovarsi di un appuntamento fisso, una volta a settimana, a metà tra ippoterapia e corso di equitazione.
“Il nostro west” è il maneggio in cui si volgono le lezioni: completamente calati nella natura, studenti di diverse età, imparano a conoscere da vicino questo animale. In particolare, a lezioni teoriche, che spaziano dalla conoscenza delle caratteristiche fisiche, alle abitudini alimentari, nonché le norme di sicurezza e la conoscenza di tutti i finimenti, si affiancano attività pratiche, dedicate alla cura vera e propria del cavallo e all’apprendimento di semplici tecniche di cavalcatura.
I ragazzi, così, sono impegnati a pulire l’animale prima, a spazzolarlo e sellarlo, poi. Solo allora, infatti, sarà pronto per portare in groppa i piccoli fantini in erba. Un’attività proposta sotto forma di gioco, che stimola più aree contemporaneamente: motoria, psichica, intellettiva e naturalmente sociale. Imparare la posizione da mantenere in groppa, infatti, serve a migliorare la tonicità e la coordinazione, così come condurre l’animale, anche semplicemente ad un leggero trotto, implica livelli di attenzione, concentrazione e memoria, che spesso si sospettano assenti in ragazzi con handicap. Il cavallo, invece, docile quanto imprevedibile, si presta bene, propri per tali caratteristiche, a diventare un partner eccellente, in uno specialissimo rapporto di amicizia.
Lucia De Gregorio
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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