Il dolore
Riforma del Catasto, stangata sull’Imu
Rendite più alte anche a Lucca che, fra i capoluoghi italiani, risulta ancora quello con i valori più bassi per le case
LUCCA. Aliquota al 4 per mille per la prima casa e al 7,6 per mille per la seconda. Dove non è arrivata l’amministrazione, che non è riuscita a votare il bilancio preventivo prima della scadenza della legislatura, ci pensa il Governo stabilendo che in quei Comuni che non hanno ancora deliberato le proprie aliquote dell’Imu, il pagamento potrà essere effettuato sulla base delle aliquote standard fissate a livello nazionale.
Gli eventuali ritocchi che saranno decisi dalla nuova amministrazione peseranno sui lucchesi con il conguaglio di dicembre. Intanto è in rampa di lancio la rivoluzione del Catasto di cui si parla ormai da più di vent’anni e che dovrebbe rendere più equo il calcolo dell’imposta. Finora, infatti, la tassa sulla casa è stata calcolata in base ai vani catastali. In pratica una cameretta utilizzata per gli ospiti paga quanto una salone arredato con un pianoforte a coda. Le nuove regole fisseranno invece il valore della casa in base ai metri quadrati. In più cambierà anche la scaletta delle categorie catastali. In pratica la riforma dovrebbe far sì che il valore della casa corrisponda il più possibile a quello di mercato e per questo si terrà conto di quanto vale l’abitazione sia in termini di reddito che di patrimonio.
Per questo è logico aspettarsi aumenti per tutti i proprietari di abitazioni del centro storico o delle zone più prestigiose delle colline che negli ultimi anni hanno sviluppato una particolare vocazione turistica: nell’importo da versare bisognerà considerare anche la localizzazione dell’immobile e lo stato in cui si trova. Una nota dolente per tutti i lucchesi se si pensa che uno studio del Sole 24 Ore proprio qualche giorno fa aveva decretato che Lucca era il capoluogo con le rendite catastali per il residenziale più basse di tutta Italia. Una stortura che faceva sì che un’abitazione a Isernia valesse quanto tre appartamenti lungo i viale della circonvallazione a Lucca. In pratica c’è da attendersi un corposo aumento dell’Imu anche se si andranno a eliminare tutte quelle disparità che si potevano avere, ad esempio, fra due appartamenti, uno di 100 metri quadrati e l’altro di 75, con lo stesso numero di vani. Con la riforma, infatti, non sarà più possibile che paghino lo stesso importo in tasse. Ma se il progetto di riforma è contenuto nella legge delega sul fisco che è in fase di approvazione, il commercialista Giampiero Della Nina spiega che l’intera operazione è ancora in alto mare: «Si tratta di un procedimento di revisione lunghissimo che richiederà almeno due anni e mezzo. In pratica si abbandonerà la distinzione per vani e il catasto procederà con la misurazione delle planimetrie per ottenere i metri quadrati occupati». E il Governo ha già annunciato che se il gettito sarà maggiore rispetto alle previsioni, in futuro si potrà procedere alla diminuzione dell’aliquota Imu.
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