Il Tirreno

Lucca

La scuola si rinnova e si può diventare esperto di benessere

di Nadia Davini
La scuola si rinnova e si può diventare esperto di benessere

Il professione Pertini segue il mercato delle professioni e a settembre inaugura il corso per questo tipo di operatori

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LUCCA. C'è Luca che l'elettronica non vuole impararla sui libri ma allacciando fili e costruendo impianti. C'è Sara che a scuola prende bei voti e studiare non le è mai pesato troppo, ma preferisce fare l'estetista come sua madre. E poi ci sono Federico, Filippo, Giulia, appassionati di ristorazione, di grafica e di moda e con il sogno di affermarsi in quei settori. C'è pure chi viene da lontano, non riusciva a lasciare le scuole medie e ora è il più motivato della classe.

Nomi di ragazzi e ragazze, quattordicenni e quindicenni, legati da un percorso scolastico comune, che prende il titolo di “corso di istruzione e formazione professionale”. In provincia ce ne sono già diversi, partiti a settembre scorso, e dal prossimo anno se ne aggiungeranno altri, come quello di operatore del benessere concesso da pochi giorni all'Isi “Pertini” dalla Provincia, responsabile dei percorsi formativi delle scuole superiori. Il modello è del tutto nuovo. Non stiamo parlando del liceo classico, corso di studio a durata quinquennale, ma neppure di un semplice corso di formazione: si tratta di un ciclo formativo di tre anni, istituito nelle scuole pubbliche di tutta Italia, formato da insegnamenti di base (italiano, storia, matematica, lingue straniere, materie scientifiche) e attività pratiche identificative del corso stesso. Così chi sceglierà quello di operatore del benessere avrà come professori esperti in estetica, trucco, tecniche di massaggio; chi invece seguirà la strada da elettricista si troverà a frequentare laboratori specifici. E così sarà per gli operatori grafici, di ristorazione, dell'abbigliamento e di impianti termo-idraulici. Il 30 per cento delle ore di questi diplomi triennali, infatti, è destinato ai laboratori a scuola, mentre un altro 30 per cento viene impiegato in stage formativi: in poche parole il 60 per cento delle ore del corso è investito in attività pratiche, di formazione sul campo e di conoscenze dirette. «Sul territorio provinciale – spiega l'assessore all'istruzione, Mario Regoli – ne abbiamo già attivati diversi. Una ventina in tutto, ripartiti su sette scuole superiori ad indirizzo professionale. All'istituto alberghiero di Barga, ad esempio, ce ne sono tre: operatore dei servizi di promozione, di ristorazione e preparazione pasti e di sala– bar. Al “Simoni” di Castelnuovo sono stati attivati quelli per operatore elettrico e meccanico, mentre al “Civitali” c'è il corso per operatore di abbigliamento. Infine ci sono l'Isi “Pertini” e l'Ipsia “Giorgi”. Il primo, oltre a quello di operatore del benessere, all'attivo ne ha già tre: servizi di promozione e accoglienza, grafica e amministrazione-segreteria». Il secondo istituto, invece, ha cinque corsi attivi - aggiunge l’assessore Regoli - dall'operatore termo-idraulico a quello elettronico, meccanico, elettrico e di riparazione dei veicoli a motore. Spesso si tratta di mestieri dimenticati, che quasi più nessuno vuole, dei quali però c'è grande richiesta da parte di aziende, officine, imprese. Sono professioni manuali, mestieri a vocazione artigianale, lavori legati alla filiera del tessile, agli impianti elettrici e agli ambienti agricoli, dove il saper fare con le proprie mani costituisce una virtù aggiuntiva che sempre più rischia di essere persa. Ecco la duplice natura dei corsi di istruzione e formazione: investire nella conoscenza manuale e intervenire sulla dispersione scolastica. «Un corso di durata triennale – continua Regoli – al termine del quale viene rilasciata la qualifica professionale, può attirare tutta quella fascia generazionale poco entusiasmata dallo studio frontale ed accademico, più esposta al rischio di insuccesso in campo scolastico e quindi all'abbandono del percorso didattico. Insomma, questi nuovi percorsi di formazione rappresentano, a nostro avviso, un metodo efficace per contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico, assai diffuso fra i nistri adolescenti».

Per il successo di questi nuovi corsi di studi, ovviamente - fa presente la Provincia - è necessario intercettare le esigenze del mondo del lavoro. In questa ottica si inquadra proprio il corso di formazione che verrà inaugurato a settembre al Pertini. Nei prossimi mesi, quindi, verranno resi noti i dettagli sull’organizzazione dei laboratori a scuola e sulle aziende nelle quali gli studenti potranno effettuare gli stage per sperimentare in veri centri estetici, spa, strutture termali ( che non mancano nel territorio provinciale) quanto appreso durante l’anno scolastico sui banchi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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