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Lucca

Aggredito dal branco, è grave

Aggredito dal branco, è grave

Asportata la milza allo studente di Lammari picchiato nel parcheggio di una discoteca in Versilia

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LUCCA. Sono le tre di notte quando Francesco L., 20 anni, residente a Lammari, cade a terra nel parcheggio davanti alla Bussola sul viale di Marina di Pietrasanta. Il ragazzo si tiene le mani sul fianco, il dolore è fortissimo. La serata trascorsa come al solito tra musica, ballo, amici e ragazze ha girato male in un attimo: il tempo di una parola di troppo, uno sguardo o una battuta non graditi. In quattro, tra auto e scooter in sosta, si avventano sul giovane lucchese. Grandinano pugni. Nemmeno provare a difendersi: quattro contro uno è una partita già persa.

Non ci sono armi, appureranno poi i carabinieri della Compagnia di Viareggio intervenuti dopo il ricovero in ospedale del ventenne. Uno dei pugni colpisce lo studente di Lammari a un fianco: il ragazzo, senza fiato, si accascia in preda a un dolore lancinante. Gli aggressori scappano. Il "fuoco" di qualche minuto lascia sull'asfalto un ragazzo che - una volta soccorso e trasportato all'ospedale Versilia - nel giro di poco peggiora. Tanto da dover essere portato d'urgenza in sala operatoria per l'asportazione della milza. Non corre pericolo di vita, ma al momento per gli investigatori non è possibile raccogliere la sua versione, fondamentale per la ricostruzione di quanto accaduto nel cuore della notte.

I militari dell'Arma, guidati dal maggiore Andrea Pasquali, già da ieri hanno parlato con gli amici di Francesco e hanno messo gli occhi su alcuni dei possibili aggressori. Tutti ragazzi italiani, tutti coetanei del giovane ferito, se non addirittura più giovani: nel gruppetto, infatti, potrebbe esserci anche qualche minorenne. La prima sensazione è che nessuno di loro, fino al momento in cui hanno parlato con i carabinieri, si sia effettivamente conto della gravità dell'accaduto. «C'è un'aggressività repressa in questi ragazzi che davvero preoccupa». Parla così il maggiore Andrea Pasquali: «Basta una stupidaggine, uno sguardo, una battuta perché si arrivi subito alle mani». È anche per questo clima che si respira nei luoghi di ritrovo che Pasquali è deciso a dare nomi e cognomi agli aggressori del ventenne di Lammari. Anche perché la vicenda ha un precedente pesante e recente: tre ragazzi in ospedale, in una notte di fine dicembre, dopo uno scontro tra giovani versiliesi e coetanei massesi che si sfidarono all'interno della Bussola dandosene di santa ragione. Due mesi dopo, in 8 sono stati denunciati per rissa.

Donatella Francesconi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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