Sicurezza
Lavora in modo saltuario e non ha la disoccupazione
LUCCA. «Lavoro stagionalmente con contratto a progetto, il mio stipendio annuo è inferiore a 5mila euro; d'inverno sono disoccupata ma cerco di arrangiarmi con lavori saltuari. Sono stata all'Inps...
LUCCA.
«Lavoro stagionalmente con contratto a progetto, il mio stipendio annuo è inferiore a 5mila euro; d'inverno sono disoccupata ma cerco di arrangiarmi con lavori saltuari. Sono stata all'Inps a inizio gennaio per richiedere il sussidio di disoccupazione dato che come reddito ci rientravo. Mi hanno dato dei moduli da far compilare alla commercialista e al datore di lavoro. Due mesi dopo è arrivata la lettera dall' Inps: “domanda respinta”». Comincia così il racconto di una lavoratrice precaria della nostra città e della sua odissea fra lavoro che scarseggia e benefici che non si riescono a ottenere. Continua il racconto: «Mi sono recata in ufficio dove l'impiegata, stavolta competente, mi ha spiegato che mi era stato fatto compilare il modulo errato (avevo compilato i requisiti ridotti invece che l'una tantum per i lavoratori a progetto). Preciso che nella domanda ci sono tanti cavilli tanto che le persone o rinunciano a farla o questa viene respinta. Ho rifatto domanda con il modello giusto per scoprire dopo altri due mesi che la mia domanda era di nuovo respinta perchè “alla fine del lavoro non operavo in regime di monocommittenza”. Durante l'inverno infatti avevo lavorato saltuariamente come promoter e ciò mi ha impedito di ricevere il sussidio perchè ho avuto “altri datori di lavoro”. Una promoter guadagna 45-48 euro al giorno, si lavora pochi giorni a settimana e non tutti i mesi. Come può essere di ostacolo al sussidio? Secondo la legge sarebbe meglio se non avessi lavorato per nulla oppure a nero. Così avrei ricevuto l'indennità di disoccupazione. E’ giusto?».
Risponde l’Inps che la legge 191, del 23 dicembre 2009, (finanziaria 2010), ha previsto l'indennità una tantum per i collaboratori iscritti alla gestione separata per il 2010-2011. Per poterne usufruire, gli interessati devono essere in possesso dei seguenti requisiti: monocommittenza: cioè il rapporto di lavoro a conclusione del quale si fa domanda di indennità una tantum, non deve essersi svolto in concomitanza con altre collaborazioni con altri committenti. Non non sono state pubblicate le istruzioni operative sul rinnovo dell'una tantum per il 2012, anche se sembra sia già previsto dal legislatore».
Quanto al dato reddituale riferito all’anno precedente: per richieste di una tantum per i rapporti di lavoro conclusi nel 2011, si deve prendere in considerazione il reddito lordo 2010, percepito dal collaboratore, tra 5mila e 20mila euro». Conclude l’Inps che l’istituto «applica sul piano amministrativo le leggi dello Stato, e non entra nel merito dei contenuti, che esulano dalla sua sfera di competenza».
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