Finanza
Il cuore dei lucchesi è al sicuro
Cardiologia è al primo posto in Italia per efficienza negli interventi sui casi di infarto acuto
LUCCA. Il cuore dei lucchesi è ben protetto. Il reparto di cardiologia del Campo di Marte è al primo posto in Italia per efficienza nei casi di infarto acuto da trattare con angioplastica entro 48 ore. Lo rivela uno studio a livello nazionale di una società specializzata il cui responso non ha fatto altro che confermare quello che i cittadini e soprattutto i pazienti avevano compreso in questi anni. Anni in cui il reparto è stato trasformato, si è evoluto, fino a essere in grado di prestare trattamenti di prim’ordine, che vanno anche al di là dell’angioplastica. Con personale che si è formato e subito dopo è diventato a sua volta formatore, con medici che sono divenuti dei punti di riferimento nel campo della ricerca.
Un dato più di tanti altri fa capire il cambiamento: dai 950 ricoveri del 2004 si è passati ai circa 1600 del 2011, dei quali circa 1300 urgenti. 200 le angioplastiche primarie, cioè effettuate con un infarto in corso. Ma ci sono anche altri aspetti da sottolineare: la drastica riduzione delle fughe, una degenza media più bassa rispetto alla media regionale, che significa continuo turn-over e disponibilità di posti letto per rispondere anche alle emergenze del pronto soccorso.
Il cambio di passo del reparto è avvenuto a partire dal novembre 2004, quando è entrato in servizio il nuovo primario Francesco Bovenzi. Che ha portato i suoi metodi, le sue idee, le sue conoscenze, ma che ha trovato anche uno staff medico e infermieristico all’altezza, preparato, disponibile, pronto ad affrontare nuovi sistemi di lavoro.
Bovenzi ha puntato molto sull’organizzazione interna, sulla ricerca della qualità, sulla standardizzazione dell’approccio al malato. Con un gioco di squadra senza spazio per i solisti. Il malato così non è diventato prerogativa di un solo medico, ma dell’intero gruppo e davvero è stato portato al centro delle cure, con un confronto continuo, con i dati, con le evidenze, con costanti verifiche.
Si è anche riusciti a creare un meccanismo di rete con il reparto del S. Croce di Castelnuovo, con la condivisione dei percorsi assistenziali. C’è un collegamento ottimo con il 118 con la teletrasmissione degli elettrocardiogrammi e la possibilità di allerta per le angioplastiche primarie. Collaborazione stretta che c’è pure con la rianimazione.
Oggi cardiologia, che è un punto di riferimento anche per l’interventistica periferica, dispone di 8 letti di terapia intensiva, 18 letti in corsia e 2 di day hospital. Tredici i medici attualmente in organico, un numero sul quale riflettere, vista la mole di attività che viene svolta, sia in reparto che a livello ambulatoriale. Anche alla luce delle prossime sfide, che non possono prescindere da una modernizzazione dell’unità operativa dal punto tecnologico che consenta di non perdere la possibilità di nuove aree di sviluppo. Mentre anche dal punto di vista alberghiero il reparto da tempo non è stato sottoposto a rinnovamento. Qualità, comfort e ottimizzazione del personale a servizio dei malati.
Fabrizio Tonelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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