Sicurezza
Giovane morta a 33 anni, indagata un’automobilista
Era al volante di una Fiat Punto e non avrebbe rispetto il semaforo rosso Da quell’incidente Silvia Giovannetti si procurò la frattura del bacino
VERCIANO. C’è un’indagata nella tragica vicenda costata la vita a Silvia Giovannetti, 33 anni, ex direttrice commerciale di un’azienda a Marlia e attualmente in cerca di lavoro, morta dopo 19 giorni dall’incidente stradale in cui aveva riportato la frattura del bacino. Il sospetto è che la giovane donna sia deceduta in conseguenza di un’embolia polmonare, ma l’autopsia ieri pomeriggio all’obitorio delCampo di Marte non si è potuta svolgere. Il motivo? Mancava il consulente di parte dell’unico indagato allo stato attuale dei fatti. Si tratta della donna residente a Capannori che era al volante di una Fiat Punto alle 14,50 dell’8 marzo scorso. L’automobilista, stando alla polizia municipale di Capannori che all’epoca eseguì i rilievi, sarebbe passata con il rosso all’incrocio tra via Lombarda e via delle Ville in località Osteria a Lammari. L’utilitaria avrebbe centrato in pieno la Fiat 600 condotta da Stefania Pacini che aveva seduta accanto Silvia Giovannetti. Un impatto violentissimo con la Seicento che si ribaltò andando a sbattere contro il muro di un’abitazione. Silvia Giovannetti ebbe le conseguenze peggiori e riportò la frattura del bacino con una prognosi di un mese. Sino all’altro ieri l’automobilista che, stando ai primi accertamenti dei vigili urbani, aveva provocato il sinistro era indagata per lesioni gravi. Ma con il decesso di Silvia la sua posizione processuale è cambiata e adesso è indagata per omicidio colposo. Per questo motivo è necessario, per poi non essere costretti alla riesumazione della salma, che tutte le parti del processo (accusa, parte civile e difesa) abbiano la possibilità di nominare un consulente di parte (un medico legale) che assista all’autopsia della ragazza morta alle 19,30 di mercoledì sera mentre veniva trasportata d’urgenza in ospedale. Il sostituto procuratore Antonio Mariotti ha nominato l’anatomopatologo Marco Di Paolo dell’università di Pisa, la famiglia Giovannetti il medico legale Stefano Pierotti. Entrambi erano presenti ieri pomeriggio all’obitorio del Campo di Marte per l’esame necroscopico. Ma per un disguido, un difetto di notifica, non era stato avvertito l’indagato che a sua volta può, se lo vuole, nominare un consulente di parte. Così è tutto rimandato alla prossima settimana (probabilmente lunedì, ma non è da escludere nemmeno martedì) e il rinvio comporta logicamente lo slittamento dei funerali della ragazza.
I familiari - distrutti dal dolore - vogliono sapere perché Silvia è morta. Se le responsabilità sono da attribuire all’incidente o anche alle cure ricevute nell’immediatezza e nei giorni successivi. Dubbi che soltanto l’autopsia potrà chiarire.
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