Il Tirreno

Lucca

Verifiche per bilance e distributori

di Nadia Davini
Verifiche per bilance e distributori

Oltre tremila gli strumenti di misurazione da controllare a scadenze precise

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LUCCA. Bilance, bilance ad ago, distributori di benzina, stazioni di rifornimento per autobotti. In una parola: strumenti di misurazione coinvolti in transazioni economiche commerciali e determinazioni di prezzi.

Sono ottomila in provincia, di cui tremila solo nel comune di Lucca e rappresentano l'obiettivo dell'ufficio metrico della Camera di commercio, che si occupa della tutela del consumatore controllando periodicamente l'esattezza degli strumenti di misurazione. «L'ufficio – scrive la Camera di commercio – controlla anche la correttezza delle procedure di verifica dei contenuti dei prodotti preconfezionati e dell'applicazione della normativa in materia di metalli preziosi».

La verifica di tutti gli apparecchi, che accerta il mantenimento nel tempo della loro affidabilità metrologica rientra dal 1993 nei compiti delle Camere di commercio: ogni strumento deve essere revisionato per legge a scadenze fisse. Entro sessanta giorni dall'inizio della loro prima utilizzazione e poi ogni tre anni per tutti gli strumenti per pesare e ogni due per quanto riguarda i complessi di misura dei carburanti. Inoltre la verifica, indipendentemente dalla scadenza, va richiesta anche a seguito di aggiustamenti, modifiche o riparazioni dello strumento.

Le ispezioni della Camera di Commercio, svolti dagli uffici metrici, riguardano due tipi di accertamento. Il primo si riferisce al puntuale adempimento amministrativo della fabbricazione e dell'utenza (obbligo di chi introduce in commercio gli strumenti metrici di fornirli già sottoposti alla verifica Cee o Ce); il secondo, invece, riguarda il corretto impiego degli strumenti metrici in uso.

Come funziona la verifica? Il commerciante, in prossimità della scadenza, deve fare domanda alla Camera di commercio o ai laboratori indicati: lo strumento verrà verificato entro 60 giorni dal ricevimento e il costo varia a seconda della tipologia. Pronte le tariffe aggiornate, con Iva al 21 per cento, valide per il triennio 2011-2014, consultabili sul sito internet della Camera di commercio. Il prezzo è variabile: per le bilance non automatiche si va dai 18,15 euro (con Iva) per i pesi compresi fra 0 e 30 kg a 145,20 euro con massimo 80 kg; per gli strumenti a funzionamento automatico, invece, il prezzo oscilla dai 72,60 ai 254,10 euro. Al tutto bisogna aggiungere i cosiddetti costi accessori: il trasferimento del personale e dei mezzi di prova per il sopralluogo. Su quelle regolari viene apposto un talloncino verde con la data aggiornata e con quella, da rispettare pena multa, della successiva revisione.

Non tutti i commercianti, però, rispettano la normativa. Le verifiche poi, costose e a carico totale dell'esercente, richiedono tempo e lavoro e le multe previste non sono un deterrente, visto che si va da un minimo di 100 a un massimo di 1000 euro per le bilance truccate, manomissioni e il non rispetto della scadenza di verifica. Sono le cosiddette bilance “sbilanciate”, aggiustate dai commercianti per guadagnare qualche euro in più. Niente di diverso da quello che faceva Totò in “47 morto che parla”, quando si presentava dal macellaio e al momento della pesatura sollevava il piatto della stadera con il suo bastone da passeggio, così da alleggerire di qualche etto la carne, e pagare meno. Oggi le antiche stadere sono diventate precise bilance elettroniche, i distributori di benzina si sono computerizzati: eppure il meccanismo non è cambiato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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