Il Tirreno

Lucca

Guida senza cinture, ha diritto all’esonero ma perde la patente

di Luca Tronchetti

Tre anni di disavventure per un giovane rappresentante tra sanzioni e ricorsi respinti in attesa del certificato

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LUCCA. La certificazione per l’esonero dall’obbligo d’indossare le cinture di sicurezza tarda ad arrivare e un giovane rappresentante si trova senza patente e impossibilitato a svolgere il suo lavoro.

Inizia così un’odissea che si protrae da quasi tre anni con ricorsi al giudice di pace e al prefetto senza esito.

Tre anni da dimenticare. Una storia tragicomica quella di Nicola Vannucci, 37 anni ancora da compiere, residente in via per Chiatri, che sino al 2009 lavora come rappresentante e si muoveva in auto per tutta la Toscana. I suoi problemi nascono da una patologia: la claustrofobia. «Soffro di crisi di soffocamento e panico - dice - che non mi permettono d’indossare le cinture di sicurezza. Lo so che sembra strano, ma io sto male se le allaccio e non guido in sicurezza. Così iniziai le procedure per ottenere l’esenzione dalle cinture come prevede la legge».

In attesa dell’esenzione. Ma nel frattempo non può restare fermo. Deve andare dai clienti e il treno o il pullman non sostituiscono la libertà di movimento in auto. Così Vannucci, in attesa dell’esenzione, guida senza cinture. «Quando vedevo un posto di blocco andavo in agitazione e puntualmente mi fermavano constatando che non indossavo le cinture mi contravvenzionavano. In pochi mesi ho perso tutti i punti della patente. Hai voglia di spiegare che soffri di claustrofia, che sei in attesa di esenzione. Chi compilava ilverbale mi diceva solo che avrei potuto fare ricorso».

La beffa dell’esame. Effettua quindi un corso di recupero in un’autoscuola di Campi Bisenzio e il 7 settembre 2009 viene ammesso all’esame di guida alla Motorizzazione di Lucca. «Due giorni prima - racconta sfiduciato - l’autoscuola cambia, senza comunicarlo alla Motorizzazione e al sottoscritto, la data dell’esame. Per cui l’ufficio patenti non essendomi presentato all’esame mi sospende la patente a tempo indeterminato. Ho promosso un’azione legale contro l’agenzia e ho ottenuto il risarcimento dei danni, ma nel frattempo mi sono trovato senza patente».

Anche l’autista. Per poter lavorare Vannucci si rivolge a un amico che, a pagamento, lo accompagna guidando l’auto. «All’inizio tutto bene, nonostante il costo - prosegue Vannucci - una sera però dovendo incontrare un cliente in un locale di Marlia mi feci accompagnare dall’amico-autista. Lui conosceva bene il mio cliente e dopo il colloquio rimase una decina di minuti nel bar con lui mentre io, che non bevo, andai verso l’auto parcheggiata accanto al locale e mi misi ad aspettarlo al posto di guida ascoltando l’autoradio».

Nel piazzale c’erano i carabinieri e un militare chiede i documenti al rappresentante. «Spiego che non ero io alla guida, che dentro il bar c’era il mio autista. Ma niente da fare: contestata la guida con patente sospesa. Costretto a rivolgermi a un legale, un avvocato di Pisa, per ricorrere in giudizio, vengo sconsigliato perché sarebbe stato necessario querelare i carabinieri per falso con problemi a non finire. Mi fa fare una richiesta di rateizzazione della sanzione amministrativa, concessa e pagata».

Il ricorso impossibile. Così facendo però si gioca la possibilità di ricorrere al giudice per la guida con patente sospesa: la legge prevede che per ricorrere, pena inammissibilità, non debba essere pagata la multa. «Becco e bastonato. - conclude Vannucci - perchè pagata la sanzione, la Prefettura mi ha revocato la patente a seguito della violazione della guida con patente sospesa. Sono andato da un altro legale, l’avvocato Grassi di Castelnuovo, che ha tentato il ricorso al giudice di pace invocando i principi costituzionali sui diritti del cittadino. Ma, sempre a causa del pagamento della contravvenzione, il giudice ha dichiarato improcedibile il ricorso. Così abbiamo provato un ricorso al Prefetto chiedendo, alla luce dei fatti, fosse valutata la particolarità del mio caso. Ma tutto è risultato inutile. Nel frattempo, il 7 aprile dello scorso anno, ho ottenuto l’esenzione dall’uso delle cinture. Ma ora è inutile: sono senza patente e ci vorrà del tempo prima che possa ripetere l’esame di guida».

Niente lavoro. Vannucci ora è nell’impossibilità di lavorare anche perché non si può più permettere di pagare un autista. «Mi chiedo se è possibile che un cittadino sia costretto a perdere il lavoro a causa di una situazione paradossale di cui non ha colpe: al volante non ho mai causato incidenti, non faccio uso di droghe e sono astemio. In un Paese dove per qualsiasi persona è difficilissimo trovare lavoro mi chiedo chi mi aiuterà a risollevarmi. Ho fatto pure dei debiti per tirare avanti e adesso mi ritrovo Equitalia alla porta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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