Sicurezza
Tre banditi disarmati rapinano l’ufficio postale
Con il volto coperto dal passamontagna minacciano di morte gli impiegati, s’impossessano di 8500 euro e fuggono dopo averli rinchiusi nel bagno
LUCCA. Due anni e mezzo dopo l’ultimo colpo i banditi assaltano l’ufficio postale di via Nottolini a San Concordio. E anche stavolta - esattamente come il 25 settembre 2010 - lo fanno senza mostrare coltelli, trincetti o pistole. Semplicemente minacciando di morte l’impiegato che sostituisce il direttore in ferie quando lui e la collega presente in ufficio all’ora di chiusura inizialmente si rifiutano di aprire i cassetti e consegnare i soldi. Di fronte però a tre individui con spiccato accento campano - uno a volto scoperto, ma due con la faccia celata da passamontagna - che hanno modi bruschi e che, nascosto nelle tasche dei giacconi, potrebbero avere un revolver e usarlo allora preferiscono non rischiare. Mollano la presa e alla fine i rapinatori fuggono con un bottino di 8500 euro. Inferiore rispetto a quello racimolato - dalla stessa o da un’altra gang - nel settembre 2010 (14500 euro).
I fatti. Sono le 13,50. Alle poste di San Concordio ci sono il sostituto direttore, un’impiegata e un tecnico addetto a riparare la porta consensuale che si è rotta. Proprio in quel frangente arriva l’autista addetto al ritiro o alla consegna di pacchi, ricevute e altre missive all’ufficio postale di via Nottolini. L’impiegata apre la porta di sicurezza spingendo il maniglione antipanico. Non fa in tempo a chiudere che, alla velocità di un razzo, spunta uno dei banditi. Volto scoperto età apparente 25-30. Spinge all’interno l’addetto della ditta esterna alle poste e fa entrare i suoi complici: due rapinatori con il volto coperto da passamontagna e con il cappuccio del giaccone calato in testa. L’impiegato che fa le veci del direttore, la dipendente, il tecnico e l’addetto esterno sono in balia dei malfattori.
Minaccia di morte. Vogliono tutti i soldi. Inizialmente c’è un tentativo di resistere da parte del direttore facente funzioni. «Se non mi dai i soldi ti sparo, t’ammazzo» dice urlando uno dei banditi senza mostrare coltelli o pistole, ma facendo capire di essere armati. A quel punto i due dipendenti delle poste cedono e in pochi minuti i rapinatori arraffano i soldi che trovano nei cassetti: poco più di 8500 euro. A quel punto spingono i quattro «ostaggi» all’interno del bagno dell’ufficio. Chiudono la porta a chiave e scappano con il malloppo. Passano 3-4 minuti prima che i quattro, sfondando la porta, riescano ad uscire e ad avvertire il 113. Sul posto arriva una volante della polizia. La scientifica effettua i rilievi alla ricerca di elementi utili mentre la squadra Mobile, diretta dal commissario Virgilio Russo, effettua i primi accertamenti per capire se vi siano testimoni che hanno visto uscire dallo sportello postale i banditi con il volto travisato. L’ufficio non è dotato di telecamere e non sarà facile arrivare all’identificazione dei responsabili.
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