Sicurezza
Siccità, allarme rosso in agricoltura
Se non piove nei prossimi quindici giorni saranno guai. Ma anche se ci saranno temporali. Chiesti interventi
LUCCA. Agricoltori allarmati dalla siccità invernale. Se non pioverà nei prossimi quindici giorni, si teme un disastro non solo per le colture che stanno andando in semina in questi giorni, come grano, girasoli e cereali in generale, ma anche per la frutticoltura e l’orticoltura.
Cia e Coldiretti chiedono agli enti coinvolti (Autorità di bacino, Provincia e Consorzio di bonifica Auser-Bientina) interventi straordinari per evitare una stagione nera per gli agricoltori della Lucchesia.
Una novità in inverno. Il fenomeno della siccità invernale rappresenta una novità in Lucchesia e ha colto gli agricoltori di sorpresa. Ora si temono temporali con piogge violente, che non portano però alcun giovamento alle colture.
«Al momento non c’è un danno in atto – spiega il direttore provinciale della Coldiretti Francesco Ciarrocchi -, è piuttosto la prospettiva di una stagione estiva siccitosa che ci preoccupa. Penso alla viticoltura, che può essere gravemente danneggiata, fino a compromettere la produzione, dalla mancanza d’acqua nel periodo estivo. Ma penso anche ai cereali. Il mais, per esempio, si semina tra aprile e maggio e per quei coltivatori che non hanno la possibilità di irrigare in maniera adeguata i campi possono sorgere molti problemi: se non c’è acqua, la germinazione viene messa a rischio e, con essa, il raccolto. Le colture di cereali riguardano soprattutto la Piana, ma il Morianese, per esempio, non si trova in condizioni molto migliori e lì vengono coltivati frutta e verdura che riforniscono Lucca e tutta la Lucchesia».
Appello agli enti. Ciarrocchi chiede l’aiuto degli enti preposti per evitare che carenze strutturali danneggino il settore agricolo in un momento anomalo, ma pur sempre difficile. «L’evoluzione del clima – dice – deve renderci consapevoli del fatto che sono indispensabili interventi strutturali a servizio anche dell’agricoltura e non solo dell’industria. Anche per discutere di questi temi, intendiamo organizzare un incontro con l’Autorità di bacino, la Provincia e il Consorzio di bonifica Auser-Bientina. La riunione, inoltre, può far luce sullo stato dell’arte degli interventi sul reticolo irriguo, per prevenire eventuali emergenze».
Chiesti interventi strutturali. Sulla stessa linea Adelmo Fantozzi, della Cia. «Siamo estremamente preoccupati. Le falde si sono abbassate notevolmente. Non a caso, per quanto riguarda la Piana, il cui reticolo idraulico si basa sul Canale Nuovo, abbiamo già chiesto di anticipare la manutenzione e, quindi, i tempi di erogazione dell’acqua. Fortunatamente, il Consorzio di Bonifica Auser-Bientina ci ha dato la sua disponibilità – spiega Fantozzi - Non dobbiamo dimenticare che si tratta di un’area molto vasta, che si estende da Ponte a Moriano fino a Porcari. Continuiamo inoltre a monitorare la delicatissima fase della semina, che in questo momento riguarda soprattutto i cereali, ma si estenderà presto anche alle colture ortive».
Per quanto riguarda invece la vite, secondo lo stesso Fantozzi è presto per fare delle considerazioni: «Di certo, se la siccità prosegue, i problemi non mancheranno. Insomma, potremmo andare incontro ad un’estate molto difficile, ecco perché chiediamo con forza che gl enti preposti siano disponibili ad erogare acqua per uso agricolo».
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