Il Tirreno

Lucca

Pasqua al lavoro, scatta il boicottaggio

di Barbara Antoni
Pasqua al lavoro, scatta il boicottaggio

La Filcams: «Inviteremo gli addetti della grande distribuzione a non presentarsi». Negozi aperti anche il Primo maggio

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LUCCA. Per il primo ponte di Pasqua in epoca di deregulation, negozi aperti nel centro storico e sul restante territorio comunale (aperti anche il Primo maggio). Nei giorni scorsi il tribunale amministrativo regionale, al termine dell’udienza, ha confermato, in maniera cautelare, la sospensiva dell’ordinanza del 25 gennaio scorso con cui il sindaco disponeva il calendario delle aperture per il 2012 delle attività commerciali al dettaglio in sede fissa. Ordinanza contro cui, dopo il decreto Monti sulla liberalizzazione delle aperture delle attività commerciali, in febbraio hanno fatto ricorso il Gruppo Carrefour, Gs spa e Dìperdì srl. La discussione del ricorso nel merito avverrà a giugno: in questa fase, quindi l’ordinanza non permane e i negozi potranno scegliere liberamente se stare aperti oppure no.

Ma la rivolta è comunque in procinto di scoppiare, non relativamente ai negozi singoli ma per la grande distribuzione. La Filcams, sindacato di categoria della Cgil che segue i lavoratori della grande distribuzione, si prepara al boicottaggio. «I supermercati - spiega Massimiliano Bindocci della Filcams - ci hanno manifestato l’intenzione di rimanere aperti il giorno di Pasquetta, il 25 aprile e il Primo maggio. Da parte nostra, inviteremo i lavoratori della grande distribuzione a non presentarsi sul posto di lavoro in queste giornate. Trattandosi di giorni festivi, è previsto che siano retribuiti anche se non lavorati. Continuiamo a essere convinti che per chi lavora nel commercio il lavoro festivo debba essere soltanto episodico, non strutturale». L’ultima parola, comunque, non è definitivamente detta. Sarà pronunciata, invece, la prossima settimana, dopo gli incontri già programmati fra i sindacati di categoria del commercio e le varie catene della grande distribuzione.

Quanto al centro storico, l’apertura dei negozi rappresenta un elemento di minore novità. Già l’anno scorso, con la sovrapposizione di Pasquetta con il 25 aprile, fu stilato un accordo che optava per la facoltà di apertura ai negozi, nonostante che l’ordinanza comunale allora vigente non lo prevedesse. Il Primo maggio invece fu un giorno di chiusura, e tra le attività che invece sfidarono l’ordinanza comunale, qualcuna - visitata dalle forze dell’ordine preposte - venne anche multata.

Rodolfo Pasquini, direttore provinciale di Confcommercio, ritiene che «molti negozi per Pasqua staranno aperti, sfrutteranno l’occasione in tanti. Con la libertà di stare aperti credo che cercheranno, stando aperti, di intercettare i flussi turistici».

«Niente di nuovo l’apertura a Pasqua nel centro storico - dice il direttore di Confesercenti Emanuele Pasquini -. Siamo in attesa che la vicenda del Tar si risolva. C’è in sospeso anche il ricorso della Regione Toscana contro il decreto del governo. Per quanto ci riguarda, nel rispetto della città, è una sensazione condivisa che il centro storico debba essere aperto tutto l’anno: Lucca è una città turistica. Altra cosa è il sistema del commercio nel suo complesso: crediamo che l’estensione delle aperture sull’intero territorio non sia una soluzione vincente né per i consumatori né per le attività, che stando aperte più a lungo sopportano più costi che poi si ripercuoteranno sui prezzi. Credo anche che sarà necessario migliorare la comunicazione su aperture di negozi e supermercati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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