La manifestazione
Treni nel caos, fermi per quasi due ore
Guasto meccanico e passaggio a livello bloccato: in ritardo i convogli per Pisa, Garfagnana e Versilia
LUCCA. Fine giornata nel pieno caos per un gran numero di viaggiatori e pendolari che ieri sera, dalle 18 a dopo le venti si sono trovati a transitare sulle linee Pisa-Lucca, Lucca-Piazza al Serchio e su quella diretta in Versilia.
All’origine del blocco dei treni, alcuni dei quali ripartiti e giunti a destinazione con un’ora e mezzo circa di ritardo, un doppio guaio: il primo un treno regionale da Pisa che, verso le 17,30, in ingresso alla stazione di Lucca si è fermato per un guasto; il secondo il fatto che il treno partito sempre da Pisa che doveva recuperarlo non ha potuto raggiungerlo perché nel frattempo è sopraggiunto un guasto al passaggio a livello di Montuolo. Il passaggio è rimasto aperto e questo ha fatto fermare il traffico ferroviario finchè non sono arrivati gli addetti per gestire la viabilità. I due problemi sono stati risolti, dice Trenitalia, verso le 19. Ma per molti pendolari coinvolti nel disagio, i ritardi si sono accumulati anche oltre un’ora e mezzo.
Nicola Piccinini, 35 anni, di Lucca, è rimasto bloccato sul treno partito alle 18,20 da Pisa, con arrivo previsto a Ripafratta alle 18,38. Il treno si è fermato alla stazione di Rigoli, da dove non è ripartito prima delle 19,20. «Quando il treno si è fermato - racconta Nicola Piccinini - il personale ferroviario è passato nei vagoni più volte. Ogni volta diceva che il treno sarebbe ripartito dopo dieci minuti, perché prima di questo convoglio ce n’erano altri due fermi. Vorrei invitare il personale ferroviario a viaggiare sulla linea Pisa Lucca, capirebbe cosa significa essere pendolari».
Intanto alla stazione di Lucca, informano altri pendolari, il caos è andato avanti fino alle 20, quando i treni sono cominciati a ripartire. Più corse, però sono saltate, senza che siano stati approntati i servizi sostitutivi (autobus). Per effetto dei ritardi, Trenitalia conferma che i passeggeri potranno chiedere l’applicazione della normativa europea in materia di rimborsi in caso, come questo, di ritardi dei treni.
Barbara Antoni(ha collaborato Nicola Bellanova)
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