Attenzione
Busta paga falcidiata dall’addizionale Irpef
La botta è doppia: conguaglio 2011 e anticipo 2012 dell’imposta regionale Il Comune non ha ancora definito la percentuale della tassa per quest’anno
LUCCA. Buste paga più leggere per migliaia di lucchesi che tra ieri e oggi si sono visti lo stipendio rosicchiato dai primi effetti del cosiddetto decreto Salva Italia. E’ arrivato infatti il conguaglio dell’addizionale regionale Irpef 2011, più l’acconto per il 2012. Un conto particolarmente salato perché al solito acconto del 30% per l’anno in corso, al normale conguaglio per il 2011 si sommerà l’aumento retroattivo dello 0,33% introdotto dal Governo. Per calcolare l’impatto sui lavoratori dell’aumento dell’addizionale Irpef sono state fatte diverse simulazioni. E così per un pensionato con un reddito medio di 1.200 euro lordi (reddito annuale 15.600) l’aumento vale solo 51 euro l’anno. Il conto sale a 73 euro per un importo lordo mensile di 1.700 euro (22.110 euro l’anno), mentre si arriva a 94 euro con un reddito lordo mensile di 2.200 euro (28.600 annui). Naturalmente in caso di redditi molto alti si pagherà molto di più: chi guadagna 100 mila euro lordi l’anno arriverà a 330 euro l’anno di aumento. Un aumento generalizzato al quale fanno eccezione solamente i redditi bassissimi sotto i 7.700 euro di pensione o gli 8.000 euro di redditi da lavoro.
In più, come se non bastasse, adesso i cittadini dovranno fare i conti anche con lo sblocco delle addizionali regionali e comunali. La Toscana da questo punto di vista si conferma virtuosa perché ha confermato l’aliquota allo 0,9%, il minimo imposto dallo Stato, e ha deciso di farla salire all’1,4% per chi ha un reddito superiore ai 75mila euro lordi all’anno. Così chi dichiara 100mila euro ha pagato finora 900 euro e ora ne dovrà aggiungere 330 euro in più per la manovra Monti e 125 euro per l’aumento proposto ora dalla giunta toscana che entrerà in vigore nel 2013. In tutto 455 euro in più all’anno. Chi dichiara 200mila euro ai 1800 euro che già pagava ne dovrà sommare altri 1285: 625 euro, che gli saranno prelevati nel 2013, per la manovra regionale, e 660 per il decreto Monti, già dal 2012. Resta invece ancora aperta l’incognita dell’Irpef comunale. L’aumento infatti dovrebbe scattare proprio con lo stipendio di marzo ma nei comuni in cui non si è ancora deliberato ogni rincaro è rimandato. E’ anche il caso di Lucca, dove l’amministrazione uscente ha scelto di non approvare il bilancio preventivo prima di andare alle elezioni e quindi ogni decisione è rimandata alla coalizione politica che uscirà vincente dalle amministrative e difficilmente il documento di programmazione economica arriverà in consiglio comunale prima di luglio con il rischio di arrivare a concentrare gli aumenti tutti nello stesso momento. Finora il Comune di Lucca ha avuto un’aliquota Irpef che negli anni è andata aumentando passando dallo 0,2% del 1999, allo 0,4% del 2000 fino allo 0,5% del 2001. Dal 2008 invece l’addizionale è fissata allo 0,6% mentre si è pensato di alzare la soglia di esenzione fino ai redditi di 13mila euro lordi all’anno. Il conto della stangata termina con gli aumenti del prezzo della benzina che in un anno è salito di oltre il 18% portando l’Italia in vetta alla classifica europea delle variazioni di prezzo. In questo caso ad aumentare il rischio di un ulteriore rincaro c’è la reintroduzione della tassa sulle disgrazie. E’ stato infatti approvato un emendamento bipartisan al decreto Semplificazioni che ripristina l'automatismo del fondo imprevisti presso Palazzo Chigi, obbligando le regioni, che ne usufruiscono per fronteggiare calamità naturali, ad aumentare le accise sui carburanti.
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