Il Tirreno

Lucca

Se la morte attrae Un’allieva di Campus lo spiega nella tesi

di Rossella Lucchesi
Se la morte attrae Un’allieva di Campus lo spiega nella tesi

Sara Di Bisceglie, 22 anni, studentessa e cameriera ha incentrato il suo studio sulla tragedia di Avetrana

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. La gita di un giorno all’isola del Giglio, con pranzo e foto ricordo della nave da Crociera affondata è solo l'ultimo episodio in ordine di tempo da classificarsi come uno spot del "turismo dell'orrore". Quello che inspiegabilmente attrae migliaia di persone sui luoghi di delitti e disgrazie, turisti armati di telecamere e macchine fotografiche per immortalare da vicino ciò che hanno visto in tv o sui giornali.

Un fenomeno anomalo e dilagante che ha suscitato la curiosità di una studentessa della Fondazione Campus di Lucca, la quale lo scorso dicembre ha discusso la tesi di laurea proprio su questo tema. Una tesi che, per l'interesse mediatico dell'argomento, presto potrebbe essere pubblicata, visto che l'autrice l’ha inviata a una casa editrice che seleziona nuovi scrittori.

L’autrice si chiama Sara Di Bisceglie, ha 22 anni e dal 2008 si è trasferita a Lucca da Bari per iscriversi al corso di laurea triennale in Scienze del turismo che aveva scoperto alla Fiera del Levante della sua città. Di giorno continua a studiare (è iscritta al corso di laurea specialistica) e per mantenersi agli studi la sera fa la cameriera in un ristorante del centro storico. Il suo sogno era il mondo dello spettacolo che ha sperimentato durante uno stage formativo a indirizzo cinematografico alla Beach Cinematheque di Miami che doveva servire per redigere la tesi. Invece al ritorno ha cambiato idea, sulla scia del bombardamento mediatico intorno alla tragica vicenda di Sara Scazzi, la quindicenne di Avetrana uccisa in circostanze ancora da chiarire.

Sara Di Bisceglie ha così deciso di concentrare la tesi su un argomento insolito e attuale come il turismo dell'orrore che si spinge addirittura a organizzare gite nei luoghi teatro di eventi di cronaca nera. È andata fisicamente nel paesino pugliese di Avetrana. Qui, col supporto di autorità locali e forze dell'ordine e ha raccolto gli elementi necessari per preparare la tesi di laurea. L'obiettivo era trovare una risposta alla nuova tendenza antropologica, per analizzare la personalità di tanti soggetti e spiegare origini, sviluppi e interpretazioni di questa insolita forma di turismo. Sara è giunta alla conclusione che «esistono due risvolti diversi del fenomeno: quello che consente di conoscere l'aspetto storico di luoghi come Ground Zero e i campi di sterminio di Auschwitz ed è perciò testimonianza di un passato da trasmettere ai giovani del domani e quello che invece non ha alcun elemento culturale e sfocia nella curiosità morbosa di intromettersi nella vita degli altri, dimenticando il rispetto e il dolore di tante famiglie».

«La storia è storia e i fatti di cronaca nera sono altra cosa - conclude -. L'esodo verso i palcoscenici dell'orrore sembra inarrestabile. La morte attrae e respinge l’uomo, quasi si fosse qualcosa d'irreale che appartiene a un mondo non suo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa