Il Tirreno

Lucca

Roma ammonisce Lucca: «Giù le mani dai Caduti»

di Ilaria Bonuccelli
Roma ammonisce Lucca: «Giù le mani dai Caduti»

Il comitato scientifico dei Beni culturali invita le sovrintendenze a imporre alle amministrazioni il rispetto dei vincoli sui monumenti della Grande Guerra

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LUCCA. Una risposta precisa su piazzale Verdi da Roma non arriva. Il comitato speciale per il patrimonio storico della Prima guerra mondiale non dà un parere compiuto sulla possibilità di spostare il monumento ai caduti e sostituire il Parco della Rimembranza con un anfiteatro per gli spettacoli. Tuttavia denuncia il pericolo che enti locali e privati possono ritenere non più soggetti a vincolo i monumenti ai caduti della Grande guerra. E propone alla Direzione generale dei Beni culturali di richiamare «attraverso le sovrintendenze, tutte le amministrazioni locali al rispetto dei vincoli, anche in prospettiva del centenario 1915-2015».

Tanto più forte appare questo richiamo oggi che la Regione non sembra intenzionata ad aspettare ancora a lungo il parere sullo spostamento del monumento lucchese ai caduti. Il 20 aprile, a Firenze, nella riunione prevista alla direzione regionale dei Beni culturali, pretenderà una risposta precisa sul progetto di piazzale Verdi. Se venisse cancellato, infatti, potrebbe saltare il Piuss, il piano di riqualificazione urbana sostenibile del centro storico, finanziato dall’Unione Europea a colpi di milioni di euro.

Secondo il bando indetto dalla Regione per distribuire i fondi comunitari e secondo la tesi del Comune, il Piuss “Lucca dentro” è un piano unico, da realizzare così come approvato, con tutti i progetti finanziati. Restare indietro anche con un solo progetto - quello dell’anfiteatro, appunto - significa mettere a repentaglio l’intera operazione. Per la Sovrintendenza, in realtà, non è proprio così: un solo progetto annullato non fa saltare il recupero di aree e fabbricati degradati del centro storico che può essere raggiunto con tutte le altre operazioni finanziate e appaltate, dalla ristrutturazione della ex Manifattura Tabacchi, fino al restauro del teatro del Giglio.

Sulla materia, comunque, resta l’incertezza perché nessuno, né a Firenze né a Roma, è riuscito a dirimere la questione sollevata da Italia nostra con due esposti: la possibilità di spostare il monumento ai caduti della prima guerra mondiale, per far spazio al progetto dell’anfiteatro inserito nel Piuss, a ricordo di un’antica arena mobile per spettacoli che veniva allestita nella zona. L’unico elemento certo è che a oggi il progetto dell’anfiteatro non ha il nulla-osta della Sovrintendenza, che lo ha revocato alcuni mesi fa. Ma le Belle arti dovranno tornare a pronunciarsi in tempi brevi, non potendo bloccare in eterno la pratica. Di sicuro, Italia Nostra - conferma il presidente Roberto Mannocci - chiederà alle Belle arti un incontro prima della riunione fissata a Firenze per aprile, dal momento che Roma ancora non si è espressa sulla vicenda. E’ pur vero che sia il parere del comitato tecnico del ministero sia il parere del comitato di tutela dei monumenti innalzati alla prima guerra mondiale sono consultivi. Ma senza potrebbe avere difficoltà a pronunciarsi la Sovrintendenza lucchese. Il comitato della guerra 1915-1918, comunque, sollecita la «direzione generale a sensibilizzare gli uffici periferici del ministero ad esercitare la tutela (sui monumenti ai caduti e sui parchi della memoria, ndr), chiedendo che, a fronte di specifiche segnalazioni, siano allertate le sovrintendenze competenti». A questo scopo, Antonio Recchia, presidente del comitato per la tutela del patrimonio storico della prima guera mondiale, annuncia che «sarà redatta una circolare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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