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Lucca

Ditta risarcita per il telefono in tilt

Ditta risarcita per il telefono in tilt

Il gestore voleva i pagamenti delle bollette, Federconsumatori però la spunta

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LUCCA. Il contratto viene stipulato. Le bollette cominciano ad arrivare. Ma il telefono in negozio non funziona. Non funziona neppure Internet e tanto meno il pos per i pagamenti con carta di credito e con bancomat. Per questo il negozio di abbigliamento del centro storico ottiene, dopo tre ricorsi, sia l’annullamento di fatture per 716 euro, sia un risarcimento di 1000 euro per i danni subiti.

A gestire la vicenda è Federconsumatori che segue la ditta alla quale alcuni incaricati di un gestore telefonico nazionale propone un contratto telefonico. Ma il servizio non funziona. In un primo momento - spiega Fabio Coppolella, referente di Federconsumatori - la ditta contesta, tramite il Servizio Clienti, il «mancato funzionamento del servizio voce ed internet, evidenziando gravi danni, disagi e disservizi; in particolare, l'impossibilità di utilizzo delle apparecchiature POS, per i pagamenti da parte degli acquirenti, aveva aggravato ulteriormente i danni per la ditta nostra assistita. Nonostante i ripetuti reclami e solleciti da parte dell'utente, il gestore non aveva provveduto al ripristino del servizio, né fornito un motivato riscontro nel merito ai reclami, in palese violazione di quanto previsto dalla Carta dei Servizi». Oltretutto - prosegue Federconsumatori - il gestore aveva emesso «le fatture e poi affidato la pratica ad una società di recupero crediti per la riscossione, nonostante l'utente non avese mai usufruito del servizio. Pertanto, dopo aver ricevuto la lettera di messa in mora e contestuale richiesta di pagamento - ricostruisce Coppolella - l'utente si è rivolto a Federconsumatori». L’associazione subito presenta un reclamo al gestore che annulla le bollette da 716 euro. La ditta, però, vuole anche un risarcimento e presenta un ricorso al Co.Re.Com. Toscana, in comitato regionale di controllo. Qui il gestore non si presenta e quindi Federconsumatori porta il caso all A.G.Com, l’Autorità garante delle telecomuncazioni.In quella sede, l’associazione contesta «l'inadempimento contrattuale del gestore e chiede, oltre all'annullamento delle fatture, anche alla corresponsione degli indennizzi per tutti i disservizi subiti. E li ottiene».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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