Proteste
Molestie alla prof, studente arrestato
Non accetta il rifiuto delle sue avances e allora a più riprese le rompe i vetri dell’auto e imbratta la carrozzeria con lo spray
PORCARI. Non accetta che quella donna - di cui si è perdutamente innamorato - lo rifiuti. Nella sua mente, decisamente confusa, pretende che lei, la sua insegnante di matematica del corso serale per il diploma di scuola media, lasci il fidanzato per mettersi con lui. Un incubo durato un mese per la giovane professoressa che subisce ingenti danni alla sua Lancia Y rischiando, se lo stalker non fosse stato fermato, conseguenze ben peggiori.
Da ieri mattina Andrea Toschi, 30 anni, di Porcari, incensurato e disoccupato, è agli arresti domiciliari per i reati di atti persecutori, danneggiamento aggravato e ricettazione. L’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è firmata dal gip Simone Silvestri su richiesta del pm Antonio Mariotti. E la prova regina salta fuori dalla perquisizione domiciliare effettuata dalla squadra Mobile, diretta dal commissario Virgilio Russo, che nella casa dove Andrea Toschi vive con l’ignaro e incredulo genitore trova e sequestra quello che cerca: una felpa con cappuccio, una bomboletta spray, una mountain bike. E quattro martelletti frangivetri in uso sulle locomotive di Trenitalia. Oltre a scritti identici e con i medesimi errori ortografici di quelli inviati, in forma anonima e molesta, alla professoressa oggetto del desiderio. Prove che l’accusa ritiene schiaccianti tanto che non è da escludere la richiesta di giudizio immediato da parte del sostituto Antonio Mariotti (legale d’ufficio è l’avvocato Ilaria Maffei).
I fatti. La scintilla per lo studente delle serali scocca ad inizio febbraio. Il giovane - che frequenta la media serale Del Prete-Chelini di via don Minzoni a S. Anna - s’invaghisce dell’avvenente insegnante di matematica, una lucchese di 33 anni. Le manda fiori, cioccolatini, lettere e disegni d’amore. Lo fa in modo assillante e ripetuto. Lei le fa capire che non è interessata e per chiarire ogni dubbio le presenta il fidanzato che, in modo molto civile, cerca di fargli comprendere di rivolgere le sue avances altrove.
La situazione precipita. Invece di ottenere l’effetto desiderato la situazione precipita. Lo studente-stalker prende di mira la macchina della donna che lo respinge: una Y10 parcheggiata sulla strada. Di notte inforca la sua mountain bike, indossa una felpa scura con cappuccio, si arma di martelletti e bomboletta spray e percorre i 14 chilometri che separano Porcari da Lucca per rompere i vetri dell’auto e scrivere sulla carrozzeria con vernice indelebile. Lo fa, stando all’accusa, nella notte tra il 9 e 10 febbraio rompendo i finestrini lato sinistro e danneggiando il vetro anteriore. Inizialmente l’insegnante non capisce chi è l’autore dell’atto vandalico e sporge denuncia contro ignoti. Ma nella notte tra il 20 e il 21 febbraio lo studente completa l’opera: rompe il lunotto posteriore e i finestrini lato destro. A quel punto l’insegnante intuisce chi può aver commesso quel danneggiamento e integra la denuncia alla polizia avanzando sospetti su Toschi.La polizia la consiglia di parcheggiare l’auto in luoghi illuminati e coperti dalla telecamera di un negozio vicino.
Riscontri chiave. Il presunto stalker colpisce di nuovo: il 7 marzo in pieno giorno a Porcari, dove la donna insegna, rompendo il vetro posteriore sinistro. Ma è nella notte tra il 12 e il 13 marzo che lo studente si tradisce. Imbratta di vernice la fiancata della Y10 e ci scrive la parola «bionda». Ma l’auto è parcheggiata vicino a una telecamera e i filmati acquisiti dalla Mobile mostrano lo studente con felpa, bicicletta e bomboletta spray. Gli agenti informano il magistrato e dalla perquisizione saltano fuori i riscontri inequivocabili.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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