Il Tirreno

Lucca

Indagato in procura il titolare Ste.Mar

Accusato di non aver osservato le ordinanze del sindaco in materia ambientale dopo il rogo dei pneumatici

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PESCAGLIA. Stefano Martinelli, 31 anni, di Fornaci di Barga, legale rappresentante della Ste.Mar di Piegaio è indagato dalla procura per non aver provveduto ad osservare diverse ordinanze del sindaco in materia ambientale ed igienico-sanitaria alcuni giorni dopo l’incendio che distrusse 200 tonnellate di pneumatici e il tetto in eternit del fabbricato della sua azienda. Una contravvenzione punita con l’arresto sino a tre mesi e l’ammenda sino a 400 euro. Gli inquirenti ritengono che il responsabile della Ste.Mar. non abbia fatto fronte alle ordinanze sindacali in materia di rimozione dell’ammasso di gomme e lamiere incenerite dal fuoco. E non abbia ottemperato anche ad altri provvedimenti che il sindaco di Pescaglia aveva ordinato dopo il rogo di materiale altamente infiammabile e pure tossico. L’indagine non è ancora conclusa e nelle prossime settimane il magistrato ascolterà Martinelli alla presenza del suo legale. Un’indagine penale che vuol stabilire responsabilità successive all’incendio, ma anche capire meglio se l’azienda aveva mezzi idonei a garantire la sicurezza e un piano di smaltimento nel caso di incendio o altro evento calamitoso.

L’altra indagine. Se l’inchiesta su quanto sarebbe avvenuto nei giorni immediatamente successivi al rogo e che riflette problematiche di natura ambientale è a buon punto e, una volta sentito Martinelli, il magistrato potrebbe anche apprestarsi a chiudere l’indagine, si va verso una proroga invece per quanto concerne l’altro accertamento: quello sul rogo di origine dolosa che ha causato danni ingentissimi alla Ste.Mar. Con tonnellate di copertoni stoccati sui mille metri di piazzale e tremila di capannone spazzati via dalle lingue di fuoco. Un disastro di natura ambientale con problemi legati al possibile inquinamento causato dai fumi sprigionati dal rogo, dalla presenza dell’eternit e dal liquame (percolato) che rischiava di finire nel vicino torrente Pedogna.

Sulla vicenda indaga il sostituto procuratore Elena Leone che, attraverso la polizia giudiziaria e i consulenti tecnici, sta svolgendo accertamenti accurati e molto delicati per arrivare a scoprire chi è perché ha dato alle fiamme un’azienda nata nel 2006 con un investimento da due milioni di euro attraverso l’acquisto di un capannone dismesso che era stato di un’altra azienda, la Nencini, sempre attiva nel settore gomme, trasferita a S.Alessio e finita in un’inchiesta della magistratura (sostituto procuratore Lucia Rugani) con tanto di sequestro dell’area e profili di responsabilità già accertati. Sulla Ste.Mar. qualcosa sarebbe già emerso, ma la procura si trincera dietro un comprensibile riserbo vista la delicatezza dell’indagine.

La bonifica. Resta poi il problema che sta a cuore alla popolazione della zona: la bonifica dell’area. Indispensabile per eliminare o almeno ridurre i rischi per l’ambiente e per i prodotti del sottosuolo. Servono tanti soldi per ripristinare lo stato dei luoghi. In questi giorni il sindaco ha intimato a Martinelli che qualunque operazione di bonifica avvenga senza la produzione di polveri mantenendo umidi i rifiuti e i piazzali e provvedendo alla pulizia del suolo. (l.t.)

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