Proteste
Italiana Acque fallisce a casa dodici lavoratori
Nell’arco di tre mesi, è la seconda azienda del settore a chiudere i battenti Il Comune di Careggine, proprietario della concessione, cerca nuovi imprenditori
CAREGGINE. In caduta libera il settore delle acque minerali: in tre mesi, due fallimenti. Dopo quello della Fonte Azzurrina, dichiarato dal giudice lo scorso 23 dicembre, stesso destino si riserva adesso anche per Italiana Acque, società che aveva rilevato l’attività con affitto d'azienda all’inizio del 2009 assumendo i 12 lavoratori addetti alla produzione.
I dipendenti potranno recuperare mensilità e trattamento di fine rapporto e sperano che si trovi presto un nuovo acquirente per essere riassunti in base a un accordo siglato tra Cgil e amministrazione comunale. Infatti, i lavoratori hanno agito, tutelati dalla Cgil e tramite l’avvocato Giorgio Frezza di Lucca, nei confronti di Italiana Acque per recuperare diverse mensilità arretrate oltre al Tfr a seguito della chiusura di ogni attività.
«Attualmente i lavoratori sono in stato di disoccupazione – spiega il segretario di zona della Cgil Mihele Massari che seguito la vicenda da molto tempo –; sono iscritti nelle liste di mobilità e chi li assumesse può beneficiare di sgravi contributivi. A ottobre abbiamo siglato un accordo con il Comune di Careggine, titolare delle concessioni che oggi finalmente possono essere rimesse in gioco per la tutela dei dipendenti nei confronti di chi dovesse subentrare». L’accordo prevede che chiunque rileverà la concessione dovrà far ripartire la produzione assumendo gli ex dipendenti di Italiana Acque: «Ci siamo occupati della questione fin dall’inizio, abbiamo seguito gli sviluppi e la notizia del fallimento di Italiana acque era attesa – dice il sindaco Mario Puppa – ci siamo tutelati facendo decadere la concessione mineraria “La Betulla” che oggi è di proprietà dell’amministrazione pubblica. Quindi, per salvaguardare la totalità dei posti di lavoro, siamo arrivati ad accordi con il sindacato e la curatela. Noi abbiamo il bene e siamo disposti a far si che la concessione sia ridata in tempi brevi. Le trattative sono complesse, l’obiettivo è avere un interlocutore serio ed affidabile. L’acqua di Careggine è l’acqua delle Alpi Apuane e come testimoniano gli studi scientifici ha ottime qualità».
Il verbale di intenti siglato lo scorso ottobre vedeva i dipendenti dimissionari per giusta causa e l’accordo tra Cgil e Comune per un’assunzione al momento della ripresa produttiva: «Ci auguriamo che certi interessamenti sulla concessione si possano concretizzare presto», chiude Massari.
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