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Il Corsonna chiude, in cassa 130 operai

Il Corsonna chiude, in cassa 130 operai

L’esperimento di riavvio dell’attività è fallito. Ieri, l’ennesima protesta in piazza dei dipendenti

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CASTELVECCHIO PASCOLI. Tramonta l’ipotesi della nuova società: la sorte dello scatolificio Corsonna e dello stabilimento collegato di Bientina è segnata: per i 130 dipendenti complessivamente rimasti si aprono le porte della cassa integrazione in deroga. Il 31 marzo, poi, sarà il giorno del concordato liquidatorio.

Il sipario cala sui tentativi fatti per risollevare dalla chiusura lo storico stabilimento di cartone ondulato di Castelvecchio e dell’azienda collegata Bientina, scatolificio con sede nel Pisano. Nei sei mesi di sperimentazione previsti, il riavvio, seppure parziale, dell’attività all’interno del Corsonna non ha dato i risultati auspicati. Nel complesso, le perdite realizzate dal sito produttivo (che ha viaggiato, in esercizio provvisorio, con circa trenta dipendenti) hanno superato il limite massimo previsto (nella lettera di intenti del 22 giugno 2011) di 500mila euro. Con questo risultato, è andata in fumo la possibilità che un potenziale acquirente (che voci accreditate identificavano in un gruppo genovese) potesse rilevare i due stabilimenti e far ripartire l’attività.

Ieri mattina, in Palazzo Ducale, si è svolto l’incontro per fare il punto della situazione, presenti gli assessori provinciali Francesco Bambini e Mario Regoli, il sindaco Marco Bonini di Barga e quello di Bientina Corrado Guidi, l’assessore della Provincia di Pisa Anna Romei, rappresentanti della Regione e della nuova società (New.Co.) costituita per gestire la ripresa dell’attività produttiva nella fase transitoria. In contemporanea in piazza Napoleone e nelle vie attigue del centro storico i lavoratori del Corsonna sfilavano in corteo.

Secondo la Provincia, tra i motivi principali che hanno portato al fallimento del tentativo di ripresa produttiva, ci sono «i ritardi nella concessione dei crediti da parte del sistema bancario, un peggioramento dell’andamento del mercato negli ultimi mesi e le difficoltà sopraggiunte all’interno delle aziende che che avrebbero dovuto subentrare alla New.Co.).

«I probelmi economici con le banche hanno giocato un ruolo importante nel fallimento dell’esperimento», dice Federico Fontanini della Fistel Cisl. Mentre Angelo Rosi, il manager incaricato dalla Regione di gestire la fase transitoria della New.Co, si dice «dispiaciuto, per aver creato aspettative che poi non si sono concretizzate». A questo punto, l’obiettivo prioritario è stato individuato nella tutela dei lavoratori, per i quali sono state avviate le procedure finalizzate all’ottenimento della cassa integrazione in deroga. A fine mese invece si andrà al concordato liquidatorio.

Barbara Antoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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