Sicurezza
Art.18, grana per il Pd in campagna elettorale
LUCCA. Il Pd è spaccato. Anche qui. Tra chi sta con la Cgil e chi con il governo. Tra chi difende il vecchio articolo 18, come Fassina, responsabile nazionale Lavoro, che sta con la Cgil. E chi è d’a...
LUCCA. Il Pd è spaccato. Anche qui. Tra chi sta con la Cgil e chi con il governo. Tra chi difende il vecchio articolo 18, come Fassina, responsabile nazionale Lavoro, che sta con la Cgil. E chi è d’accordo con la libertà di licenziamento , come Letta, numero due del partito, e Fioroni, responsabile welfare, in linea con Monti. La riforma Fornero ha già prodotto lacrime e sangue, prima ancora di entrare in vigore. E a farne le spese è il partito guidato da Bersani. Per lui saranno giorni di fuoco, ma la sua idea è stata chiara fin da subito, un minuto dopo lo strappo della Cgil: così non va, imporremo modifiche in parlamento.
D’accordo con Bersani sono molti esponenti lucchesi. Ma nemmeno il segretario comunale, Fabrizio Pardini, sa quantificare il dissenso locale, se cioè la maggioranza sia con Bersani e Fassina o se invece siano di più quelli che vogliono lo strappo con la Cgil e con l’anima più a sinistra del partito. Certo è che la posizione di Alessandro Tambellini, candidato sindaco, si discosta nettamente da quella del senatore Andrea Marcucci. Il primo non si schiera apertamente con la Cgil. «E’ un sindacato – dice – e fa il suo lavoro». Però, come la Cgil, contesta duramente la modifica dell’articolo 18 «perché alla fine a pagare sono sempre gli stessi» e si appella alla ragionevolezza affinché siano trovati correttivi in parlamento. Marcucci, invece, invita a giudicare la proposta Monti nel suo complesso e non solo sull’articolo 18, senza alimentare guerre di religione tra le forze sociali e nel paese.
«Il Pd – afferma – deve far prevalere una valutazione sull’interesse generale delle norme. In aula potremo lavorare a soluzioni più condivise su alcuni aspetti, ma ora non servono strappi e opposizioni preconcette». Al momento sembrano meno coloro che vanno dietro a Marcucci, o meglio non si sono fatti sentire, mentre sono in molti ad esprimersi contro l’articolo 18 del ministro Fornero. La deputata Raffaella Mariani è sicura: «Ci muoveremo per la coesione sociale, un sindacato come la Cgil non può essere tenuto fuori, quindi il testo va corretto».
Parla di forzatura del governo Cecilia Carmassi, della direzione nazionale, che promette battaglie in parlamento.«La modifica indicata – dice – smantella la dignità del lavoratore. Ma vorrei puntualizzare che il Pd non è spaccato. Al suo interno ci sono posizioni diverse perché è nella sua natura, bisogna vedere se riuscirà a fare una sintesi di tali posizioni». L’occasione sarà lunedì, informa Carmassi, nella riunione della direzione nazionale del partito, quando sarà esaminato nel dettaglio il documento del governo. Intanto oggi sciopero nelle ultime 2 ore di ogni turno alla Sca di Altopascio contro la riforma del mercato del lavoro.
Paola Taddeucci
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