Finanza
Pip abbandonato, protestano le imprese
Mancano cassonetti e servizi igienici per i camionisti, le strade sono buie e anche piene di buche
CARRAIA. Il Pip di Carraia è abbandonato.
Privo di cassonetti per i rifiuti e servizi igenici destinati ai camionisti che ogni giorno raggiungono la zona industriale.
L’imprenditore Diego Betti, titolare dell’Officina Betti, facendosi portavoce delle istanze di altre aziende, punta il dito sulla situazione di degrado e mancanza di alcuni servizi per le imprese che risiedono nell’area industriale.
«La nostra richiesta è quella di una riqualificazione dell’attuale Pip e non solo la strada principale, ma anche a tutta la zona interna, che versa in uno stato di degrado e abbandono da troppo tempo. Inoltre chiediamo al Comune che concluda la convezione con Ascit per risolvere il problema della mancanza di cassonetti, proceda alla sistemazione e riasfaltatura di tutte le strade interne, con la realizzazione dell’apposita segnaletica e dell’illuminazione, oggi praticamente inesistenti, fino alla costruzione di un’area attrezzata per i camionisti, dotata di servizi igienici e di un punto di ristoro».
L'amministrazione comunale ha annunciato un ampliamento e riqualificazione dell'area, ma il progetto del “Pip 2” è fermo dopo che la Regione non ha concesso i 2,5 milioni per l’intero piano.
«Oltre il 50 per cento dei capannoni del Pip sono attualmente vuoti - afferma ancora Betti - e ci chiediamo che senso abbia investire in una nuova area industriale anziché migliorare l'attuale».
Arriva una proposta da Betti.
«Recuperare questi capannoni, per esempio attraverso forme di incentivi e magari adeguare i capannoni vuoti ai nuovi parametri ecologici, con un’impronta innovativa al Pip. Si risparmierebbero un sacco di soldi. Spero che il Comune di Capannori ascolti le nostre istanze. Il nuovo Pip ha molti aspetti positivi, ma è fuori dalla realtà. Invitiamo il Comune a venire a vedere in che stato si trova l’intera area».
Intanto un gruppo di imprenditori porta avanti il progetto di una società di servizi dell’area industriale.
«Siamo una decina di imprenditori, soprattutto piccole officine e imprese. Ci stiamo organizzando, vogliamo dare forza e unità alle nostre richieste» fa sapere Betti.(n.n.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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