Il dolore
Mara Meo: «Telecamere per difenderci dai ladri»
LUCCA. Telecamere piazzate nei locali non per verificare il comportamento dei dipendenti, bensì per tenere sotto controllo la situazione dopo il ripetersi di furti e atti di danneggiamento. E...
LUCCA. Telecamere piazzate nei locali non per verificare il comportamento dei dipendenti, bensì per tenere sotto controllo la situazione dopo il ripetersi di furti e atti di danneggiamento. E comunque il sistema era stato installato seguendo le disposizioni dettate dallo Statuto dei lavoratori.
Sarà questa la linea difensiva del gruppo “Mara Meo” (bar e ristorazione), tutelato dall’avvocato Roberto Coli, dopo il sequestro disposto dalla Procura del sistema di videosorveglianza che - secondo le accuse - serviva per tenere sott’occhio cameriere e baristi. Il provvedimento, firmato dal pm Elena Leone, è stato eseguito nei sette locali di “Mara Meo” (in centro e in periferia) e anche nel bar “Antica Lucca” in via San Giorgio.
Secondo la magistrarura, quelle telecamere puntate sulle casse e sui banconi servivano per spiare i lavoratori in violazione della privacy e della legge.
«I proprietari di “Mara Meo” - afferma l’avvocato Coli - hanno messo le apparecchiature in accordo con le rappresentanze sindacali interne e hanno affisso la relativa comunicazione in tutte le sette bacheche dei loro locali. Le norme sono state rispettate e ne è stata data notizia all’Ispettorato del lavoro. La necessità di collocare le telecamere è il frutto dei ripetuti furti avvenuti in particolare nel bar di piazza San Francesco, oggetto anche di atti di vandalismo. I miei clienti non sapevano più come difendersi e hanno pensato di fare ricorso al sistema di videosorveglianza che ora è stato sigillato dalla Procura della Repubblica».
Nei prossimi giorni l’avvocato Coli chiederà il dissequestro delle telecamere.(d.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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