Attenzione
Sequestrate le telecamere di otto locali
La Procura sostiene che servivano per tenere costantemente sotto controllo i dipendenti di bar e pizzerie
LUCCA. Avere sempre addosso gli occhi del proprietario. Che controlla il buon andamento della ditta e a distanza dà ordini e suggerimenti: sul monitor del proprio computer vede in diretta quanto avviene e come si comportano i suoi dipendenti.Secondo la Procura della Repubblica accadeva in alcuni locali pubblici del centro storico e anche fuori città. Ravvisando una violazione di legge, gli inquirenti hanno disposto il sequestro del sistema di videosorveglianza interno. Telecamere che erano in funzione da “Mara Meo” (bar, pizza e ristorazione), e nel caffè Antica Lucca in via Galli Tassi di fronte all’ingresso del palazzo di giustizia. Il provvedimento è stato firmato dal sostituto Elena Leone dopo aver ricevuto un dettagliato rapporto dell’Ispettorato del lavoro che aveva eseguito sopralluoghi. Oltre al bar che è davanti al tribunale e alla procura, anche nei locali di Mara Meo. Che si trovano in piazza San Francesco (due), via S. Croce, via Vittorio Emanuele, via Provinciale a Fornaci di Barga, viale Europa a Lammari e via Roma a Porcari. I gestori, secondo le accuse, da casa avevano la possibilità di verificare quanto accadeva e cosa stava facendo il personale dipendente, dal momento che le telecamere erano puntate sulle casse e sui banconi. L’articolo 4 della legge 300 del 1970 (lo Statuto dei lavoratori) non lo permette. Vieta l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori. Che possono essere posizionati (per esigenze organizzative e per sicurezza) soltanto se c’è l’accordo con le rappresentanze sindacali aziendali. A giudizio della magistratura, così non era accaduto né da Mara Meo né al bar Antica Lucca.
Veniva così, questa la tesi della Procura, violato il diritto alla privacy.
Nel fine settimana i tecnici e gli agenti di polizia giudiziaria inviati dal palazzo di giustizia hanno provveduto a sequestrare le telecamere. Adesso gli occhi elettronici sono coperti dalle fascette bianche con la scritta “sotto sequestro per disposizione della Procura della Repubblica”.
Adesso l’indagine prosegue. In base alla legge, i proprietari dei locali che usavano la videosorveglianza in maniera ritenuta scorretta rischiano un’ammenda da 154 a 1549 euro o l’arresto da 15 giorni a un anno. Da Mara Meo fanno sapere di sentirsi in regola. I titolari ritengono di non aver violato alcuna legge e si sono rivolti al proprio legale.
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