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Renaissance Marriott, è il nuovo Ciocco

Renaissance Marriott, è il nuovo Ciocco

Investimento di dieci milioni, tutelata l’occupazione: farro e prosciutto Bazzone per soddisfare il palato dei turisti

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ILCIOCCO. «Aiuto! Sono sbarcati gli americani». La prima reazione degli abitanti della Garfagnana di fronte alla notizia della presa in gestione del Ciocco hotel da parte del marchio Marriott, suscitò timori e perplessità nell’opinione pubblica della zona. Una ridda di voci senza fondamento parlava di posti di lavoro a rischio, di stravolgimenti delle strutture esistenti e di sconvolgimenti ancor più pesanti per quel pizzicotto di terra abbarbicato tra i 500 e 1.200 metri di altitudine, che dal 1956 appartiene alla famiglia Marcucci. A distanza di alcuni mesi da quell’annuncio, siamo andati a vedere come stanno davvero le cose nel primo Renaissance hotel della Toscana.

“Il nostro progetto prevede tre step – spiega George Midleje, direttore della struttura, origini libanesi ma italiano d’adozione – Siamo alla seconda fase e la struttura è già pronta per ospitare i clienti: abbiamo cambiato l’arredamento di 65 camere, del bar, della sala da pranzo e della library. I posti di lavoro? Non abbiamo licenziato nessuno. Anzi, ci sono stati un paio di nuovi arrivi e le persone che erano qui da qualche decennio hanno avuto la possibilità di riqualificarsi con esperienze all’estero negli altri alberghi Marriott”. In tutto il Renaissance hotel lavorano stabilmente una cinquantina di persone, con punte di 80 dipendenti in alta stagione. La ristrutturazione (ancora in corso d’opera) costa circa 10 milioni di euro e sarà definitivamente completata entro la fine dell’anno. Intanto però, se ne intravedono già gli effetti: le camere, le sale dell’area meeting e i servizi offerti hanno fatto un salto di qualità dal punto di vista degli arredi e del comfort.

“Questo territorio – spiega il direttore – ha già delle qualità e delle peculiarità che lo rendono luogo ideale per una vacanza rilassante, a pochi chilometri da capitali della cultura come Lucca e Firenze. In pratica, noi dobbiamo solo valorizzare quello che già esiste: i turisti stranieri, gli americani in particolare, impazziscono per le tipicità enogastronomiche del luogo (il prosciutto Bazzone, il vino biologico Mordini, la minestra di farro Dop, ndr) sia per la conformazione del territorio e le tradizioni che porta con sé”. Questo non significa che il target di riferimento sia solo quello estero. Tutt’altro, anche perché una struttura di queste dimensioni e di livello piuttosto elevato (a lavori ultimati le camere disponibili dovrebbero essere 180, con un prezzo che oscilla dai 100 ai 250 euro) ha bisogno di essere frequentata e vissuta anche dalla gente del posto: “Per questo organizziamo compleanni, matrimoni e mettiamo a disposizione la sala convegni per altri eventi –prosegue il direttore – Ci rivolgiamo soprattutto al pubblico dei giovani, che sono più aperti e potenziali clienti del domani”. Le opportunità di relax, non mancano per gli ospiti della struttura: dall’area wellness (piscina, palestra, thermarium, ecc), alla Beauty spa firmata Daniela Stainer che offre massaggi e trattamenti estetici di alto livello. E senza considerare le altre opzioni messa a disposizione nella tenuta: dall’equitazione, partecipare a tour “4x4” in fuoristrada o cimentarsi in adrenalinici percorsi a ostacoli.

Gianni Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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