Il dolore
Rossi a fianco degli operai della Panem
Il governatore al presidio di Altopascio, in settimana due incontri in Regione per cercare una soluzione alla crisi
ALTOPASCIO. Le bandiere rosse della Cgil sono il segno del presidio. Un tendone verde, che fa tanto protezione civile, con un tavolo, le sedie, una dispensa, una stufa con sopra un pentolone. Gli operai della Panem resistono, non si arrendono alla chiusura dell’azienda decisa dal gruppo Novelli. Le bandiere si vedono anche dall’autostrada Firenze-Mare, che sovrasta lo stabilimento, dove c’è ancora l’insegna Buralli, un nome che ha fatto la storia del pane ad Altopascio.
La percorre anche il presidente della Regione Enrico Rossi, guidato nell’ultimo tratto di strada dagli striscioni degli operai che inequivocabilmente segnano il percorso. Rossi raggiunge il tendone, incontra gli operai, si siede in mezzo a loro e dice quello che può dire in questo frangente, nella consapevolezza della difficoltà della situazione generale.
«La Regione – dice il governatore della Toscana – vuole verificare la possibilità di trovare una soluzione diversa rispetto alla chiusura. Attraverso la Fiditoscana e l’assessorato allo sviluppo economico siamo pronti a dare il nostro sostegno, ma il problema principale è trovare un imprenditore che voglia fare il suo mestiere».
Lunedì e mercoledì in Regione ci saranno due incontri (al secondo parteciperà anche il gruppo Novelli) con imprenditori che potrebbero essere interessati a rilevare l’attività. Tutti però chiedono che proprio Novelli agevoli il subentro, favorendo il riavvio della produzione. Ci sono questioni importante da verificare come l’affitto dello stabilimento, i macchinari, l’introduzione di produzioni diverse, tutti temi sul tappeto, compreso l’eventualità che lo stesso Novelli nella prima fase appalti determinate produzioni.
La Fiditoscana – spiega Rossi – può chiedere prestiti per nome e conto di nuovi imprenditori coprendo i rischi fino all’80%, in qualche caso c’è stato anche un ingresso diretto nel capitale delle società. Il presidente della Regione è comunque consapevole delle difficoltà e agli operai, una sessantina quelli ancora in cassa integrazione, ha parlato senza nascondere i problemi. Ma si è detto pronto a tornare.
«Speriamo che la prossima volta possa vedere i macchinari in funzione», gli ha detto un operaio. «Me lo auguro», è stata la replica del governatore, che ha ascoltato con attenzione il racconto dei dipendenti. «Il gruppo Novelli doveva cercare il dialogo con i lavoratori – hanno detto gli operai – invece ha operato senza confronto, puntando a eliminare un concorrente dal mercato e tenendosi la rete commerciale».
Il cambio di proprietà del panificio c’era stato nel luglio scorso e poi a settembre – come ricorda Francesco Bambini, assessore provinciale alle attività produttive – il gruppo Novelli aveva annunciato la volontà di procedere con il concordato, chiudendo l’attività a fine anno. Attività che invece prosegue nello stabilimento lombardo.
In margine alla visita di Rosso c’è da sottolineare la presa di posizione del sindaco MaurizioMarchetti: «Immagino si sia trattato di uno spot elettorale - afferma il primo cittadino - altrimenti sarebbe stata cortesia informare anche il sindaco. Comunque mi fa piacere che ci sia chi si impegna a trovare una soluzione per i lavoratori della Panem, anche se a onor del vero l’unico imprenditore realmente interessato sono stato io a contattarlo e a proporlo».
Fabrizio Tonelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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