Il Tirreno

Lucca

Baccelli invita enti e banche a programmare il primo lotto

Luca Tronchetti

Il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, si schiera con il governatore Enrico Rossi sulla necessità - a prescindere dalla possibilità di attingere ai finanziamenti statali -

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LUCCA. Il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, si schiera con il governatore Enrico Rossi sulla necessità - a prescindere dalla possibilità di attingere ai finanziamenti statali - di realizzare gli assi viari. Troppe le promesse da marinaio della politica romana in questi anni fatti di accordi scritti soltanto sulla carta. «Stigmatizzo la “protocollite acuta” che ha distolto dall’unico vero problema: l’assenza di fondi. - attacca il presidente della Provincia - Adesso, finalmente, il Governo parla chiaro. Ma non per questo dobbiamo rinunciare a una priorità per il nostro territorio. Ce lo chiedono le forze economico-sociali e ce lo chiede la gente comune. Per questo le parole di Rossi mi trovano totalmente d’accordo». Serve un tavolo a cui si siedano Regione, Provincia, comuni della Piana interessati, fondazioni bancarie, forze economiche.

«Dobbiamo agire in fretta incontrarci anche prima della tornata elettorale. - rincara la dose il presidente Baccelli - Trovare forme di finanziamento diverse da quelle ministeriali anche se, è bene ribadirlo, il Governo non può tirarsi fuori dalla compartecipazione finanziaria. A mio giudizio al tavolo deve sedere anche la Società Autostrade. Gli assi vari partono dalla SS12, ma arrivano sino alla Firenze Mare. Servono forme nuove di finanziamento che non possono essere però quelle legate al pedaggio. Perché la nuova viabilità dev’essere fruibile per scaricare il traffico da altre infrastrutture. Dobbiamo andare avanti con la progettazione preliminare del protocollo Anas. Non è possibile ottenere subito i 200 milioni necessari per realizzare l’opera? Non importa. Intanto iniziamo tutti assieme a stanziare una somma per dare il via al primo lotto dei lavori. Gli assi viari sono una priorità assoluta e dobbiamo tutti assieme con rinnovato impegno trovare soluzioni adeguate. Andare avanti con la progettazione dev’essere la nostra stella cometa. Perché sono convinto che la crisi non potrà essere eterna e che in qualche modo l’economia ripartirà anche in termini infrastrutturali. Anzi, credo proprio che un processo macroeconomico guidato dagli enti pubblici con il contributo determinante dei privati e delle banche potrebbe essere la spinta per uscire dal tunnel e far ripartire il sistema Italia. Dipende tutti da noi: dal modo in cui riusciremo uniti a reperire le risorse attraverso forme di finanziamento che ci consentano di muoverci dopo anni di parole vuote che nascondevano la verità sulla reale situazione del Paese. Possiamo farcela se ci muoviamo assieme».

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