La manifestazione
I contratti a termine minano gli scienziati
LUCCA. La durata dei contratti di lavoro nelle fasi iniziali della carriera influisce sulla capacità di produzione degli scienziati e sul loro percorso professionale. Lo rivela uno studio condotto...
LUCCA. La durata dei contratti di lavoro nelle fasi iniziali della carriera influisce sulla capacità di produzione degli scienziati e sul loro percorso professionale. Lo rivela uno studio condotto dall’Imt Alti Studi di Lucca in collaborazione con la Boston University, pubblicato sulla rivista Pnas, (Proceedings of the National Academy of Sciences). I ricercatori Alex Petersen, Fabio Pammolli, Gene Stanley e Massimo Riccaboni forniscono una spiegazione scientifica delle ragioni alla base del cosiddetto tenure track (introdotto in Italia dalla recente riforma Gelmini), il binario che, previa valutazione della produzione scientifica dei giovani ricercatori, disegna le regole per la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti permanenti.
Lo studio, condotto sulla carriera di 300 scienziati, evidenzia che un ricorso eccessivo a contratti a breve termine rende le carriere più vulnerabili non necessariamente per mancanza di talento o di commitment, ma in relazione all'intrinseca incertezza e variabilità della produzione scientifica. Un dato che va contro le considerazioni dei critici della tenure, ossia delle posizioni permanenti nell’università e nella ricerca. Critici che arrivano a sostenere, invece, che i contratti a tempo indeterminato espongano a un rischio finanziario eccessivo il sistema di ricerca e ne diminuiscano la plasticità e la capacità di cambiamento.
Soprattutto negli ultimi anni, in diversi paesi, queste considerazioni hanno indotto una forte diffusione di contratti di breve periodo e di posizioni non tenure-track. L'analisi, inoltre, suggerisce che la maggior parte dei ricercatori sperimenti una conclusione della propria carriera relativamente prematura, mentre alcune "super star" sopravvivono al processo di selezione iniziale, grazie però al caso e alla “fortuna”.
Sempre dallo studio, si deduce che il lavoro di equipe è importante, ma all’aumentare delle dimensioni i gruppi diventano meno efficienti. Infine, i risultati indicano che, nelle scienze, i contratti a breve scadenza possono promuovere scenari da Legge di Matteo (i "ricchi" diventano sempre più "ricchi"), e ostacolare la scalata dei giovani scienziati.
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