Il Tirreno

Lucca

Elezioni, record di candidature per palazzo Orsetti

Gianfranco Borrelli
Elezioni, record di candidature per palazzo Orsetti

Quindici o forse sedici candidati: un numero che non ha pari, nemmeno nelle metropoli. E che vuol dire più di 750 candidati al consiglio comunale

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Troppi. Sedici, forse quindici, candidati sindaco per Lucca sono davvero troppi. Ingiustificati per una città di poco più di 80mila abitanti. Un numero che né Roma o Milano, popolate decine di volte in più, hanno mai raggiunto. Surclassa il record dei tredici candidati della precedente tornata elettorale a Torino e Latina. La verifica della presentazione delle liste del prossimo 3 aprile o qualche ravvedimento, forse ridurranno un po' questo elenco sproporzionato di aspiranti. Ma intanto merita approfondire e fare qualche conto.

Sedici candidati sindaco, per esempio, significano piú di venti liste differenti e cioè la bellezza di piú di 750 candidati consiglieri alla ricerca di una preferenza. Ci sarà cioè un nome da votare ogni circa mille aventi diritto al voto a Lucca. È un rapporto che scende sensibilmente se si considera poi il numero effettivo di votanti, poco oltre 50mila stando al dato delle amministrative del 2007 con una partecipazione al voto al primo turno del 67% (e la disaffezione al voto si annuncia maggiore nei sondaggi). Non solo, la sproporzione è ancora piú evidente se si prende in esame la partecipazione attiva chiesta all'elettorato per presentare le liste. Per ognuna delle oltre venti previste, ci vorranno almeno 200 firme valide e uniche di sottoscrizione. Roba che porta a immaginare una mobilitazione e all'impegno diretto di circa 5mila lucchesi.

Insomma, ogni dieci elettori dovrà esserci un attivista direttamene coinvolto nella competizione. C'è da immaginarsi animati dibattiti elettorali tra più fazioni concorrenti in ogni famiglia, in ogni gruppo di amici, in ogni luogo di lavoro. Si potrebbe essere tentati di valutare anche un rovescio delle medaglia positivo. Tanta partecipazione, uguale democrazia compiuta. Ma una semplice constatazione dimostra esattamente il contrario. Basta immaginare quel cittadino-elettore che vuole farsi un’opinione ascoltando, ad esempio, un confronto tra i candidati. Ne ricaverebbe un diluvio di parole e avrebbe bisogno minimo di due ore e mezzo di tempo per ascoltare da ognuno degli astanti striminziti dieci minuti di programma elettorale. Fin qui gli effetti sui numeri. Ma la moltiplicazione dei candidati racconta altro. Rende evidente quanto siano controproducenti la frammentazione dei partiti e la babele che la personalizzazione della politica produce. Al punto che in alcuni casi si afferma anche l'immagine un po' grottesca dei dilettanti allo sbaraglio.

Certo la disgregazione non è uguale nelle diverse aree di appartenenza politica e nel centrosinistra si contano su una o due dita i candidati che si affiancano al "titolare". Ma sbaglierebbe, anche chi ne beneficia, a compiacersi della deriva personalistica che si produce nel centrodestra. Non fa bene alla politica in generale il prevalere dell’ambizione e dell'interesse individuale. Né che in alcuni casi sia anche antagonismo personale che vede trasferire sulla sfida elettorale vecchie rivalità e conti da regolare. Sono tutti ingredienti che distorcono la dialettica politico-istituzionale sulle cose da fare e che rischiano di consegnarci una classe dirigente locale incapace di affrontare i problemi difficili di questi tempi dove politiche anticrisi e di crescita non possono dipendere solo dall'esecutivo nazionale.

Lucca, come raccontano gli ultimi dati sulla disoccupazione che abbiamo descritto in un servizio pubblicato il 15 febbraio, deve ideare e mettere in pratica scelte di sviluppo che siano gli anticorpi a un declino che in due anni l'ha vista passare da isola felice a fanalino di coda della Toscana per quanto riguarda la ricerca di un lavoro. E per far questo ci vogliono visioni programmatiche e percorsi nelle grandi scelte verso lo sviluppo capaci di unire nel consenso, non lo sgretolamento e la parcellizzazione delle appartenenze.

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