Il Tirreno

Lucca

TENTATO SUICIDIO IN PROVINCIA DI PISA

L’operatrice sanitaria non era stata licenziata

LUCCA. Era stato male informato il sacerdote di una parrocchia nella provincia di Pisa al confine con Lucca che dall’altare aveva invitato i fedeli a pregare per una donna di 37 anni che avrebbe...

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LUCCA. Era stato male informato il sacerdote di una parrocchia nella provincia di Pisa al confine con Lucca che dall’altare aveva invitato i fedeli a pregare per una donna di 37 anni che avrebbe cercato il suicidio ingerendo del liquido per sturare i lavandini per aver perduto il lavoro. Un episodio verificatosi tra il 3 e il 4 marzo nell’abitazione della donna - che poi ha avvertito la madre - ora ricoverata all’ospedale Cisanello in prognosi riservata. La cooperativa della Lucchesia che fornisce personale a strutture convenzionate con l’Asl e dove lavora la donna - che risiede in provincia di Pisa - smentisce categoricamente che l’operatrice sanitaria sia stata licenziata. «Aveva chiesto un periodo di aspettativa non retribuita per problemi di salute. Speriamo che possa guarire, risolvere i suoi problemi e rientrare a lavorare nella cooperativa». Il sacerdote della diocesi di San Miniato sentito al telefono si limita a dire di essere stato informato da alcuni parrocchiani: « Me l’hanno detto in paese e io l’ho preso per buono invitando i fedeli a pregare per la guarigione della donna ricoverata in terapia intensiva. Conosco il suo impegno e la sua professionalità sul lavoro nella cura degli ammalati, per lei una ragione di vita, e ho creduto opportuno riservarle un pensiero rafforzato dalle indicazioni di chi la conosce che ha associato il suo gesto alla perdita del lavoro».

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