Italia
Un patto per la sicurezza in centro
Primo contatto tra Confcommercio e gli istituti di polizia privata per una vigilanza integrata che salvaguardi i negozianti
LUCCA. Un patto per la sicurezza dei negozi del centro storico e dell’immediata periferia. Tra i commercianti cresce la paura per l’aumento delle rapine e dei furti in determinate fasce orarie. La barbara aggressione a Roberto Isola - tra i dettaglianti più conosciuti del centro - ha destato profonda impressione e riportato alla ribalta il problema dei controlli in città dove spesso non funzionano nemmeno le telecamere installate dal Comune.
Così la Confcommercio convoca gli istituti di vigilanza per mettere a punto un progetto a salvaguardia dell’incolumità delle persone e dei beni. All’incontro di ieri pomeriggio (dalle 15 alle 16) partecipano Vesuvio, Fidelitas, Guardie di Città, Vigili Giurati di Pisa, Securpool, Ires e Globo. Ma non tutti hanno le stesse idee e alla fine l’accordo non c’è. Anche se il 25 maggio in Prefettura - alla presenza dei vertici di polizia, carabinieri, guardia di finanza, forestale e vigili urbani - ci sarà il secondo step per ragionare su un patto integrato (forze dell’ordine, istituti di polizia privata) che possa rendere davvero più sicuro - specie dopo le 19 - il centro cittadino.
Pareri discordi. Obiettivo della Confcommercio era quello di allentare la tensione venutasi a creare tra i commercianti per l’aggressione a scopo di rapina a Roberto Isola (che Il Tirreno ha pubblicato per primo) avvenuta sabato sera alle 20,30 in via degli Angeli. Per organizzare una rete efficiente e in grado di collaborare fattivamente con le forze dell’ordine sarebbe necessario suddividere in quattro quadranti la città e l’immediata periferia (la stessa cosa che fanno polizia e carabinieri) e intensificare la sorveglianza privata nell’orario che va dalle 19 alle 22 in occasione della chiusura dei negozi: quando i commercianti abbassano la saracinesca e si portano a casa l’incasso. È quello il momento a rischio rapina. Poi le guardie giurate dovrebbero effettuare un paio di passaggi notturni per cercare di limitare al minimo il raid delle bande specializzate nei furti. La Confcommercio vorrebbe emulare il servizio estivo messo in campo a Forte dei Marmi. Ma il raggio d’intervento è assai maggiore e servono quindi più uomini e mezzi della vigilanza privata per coprire il centro e le aree di S. Marco, S. Vito, S. Anna, S. Concordio e S. Donato.
Qualcuno - leggasi il Corpo Guardie di Città attraverso il suo amministratore unico Mariano Bizzarri - sostiene che per riuscire nell’impresa di ridurre al minimo la criminalità è necessario un servizio coordinato con la questura e predisposto dal Comitato di Sicurezza. «Noi possiamo svolgere servizi di pubblica sicurezza per beni mobili e immobili privati. Effettuare pattugliamenti, perlustrazioni, segnalazioni e garantire il primo intervento. Ma tutto dev’essere fatto a stretto contatto con le forze dell’ordine che debbono procedere con gli arresti e le denunce. E possiamo essere efficienti soltanto se tutti gli istituti di vigilanza privata si mettono assieme in modo da controllare la maggior parte di territorio possibile. Soltanto unendo le forze possiamo coinvolgere cittadini e proprietari di negozi e attività commerciali ad investire sulla sicurezza stipulando contratti di tipo collettivo, per ridurre le spese procapite, in modo da garantire un servizio efficace a tutela dei loro beni e della loro incolumità. Non credo che gli istituti di polizia privati presi separatamente possano garantire davvero una reale sicurezza in centro».
Di parere opposto invece altri istituti di sicurezza privata che preferirebbero gare d’appalto per ottenere il servizio di sicurezza nel centro storico.
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