Sicurezza
Prove di dialogo fra Bp e fondazione Crl
Cessione di quote e progetti comuni anche per agevolare l’accesso al credito da parte delle imprese
LUCCA. Riprende il rapporto fra Banco Popolare e Fondazione Crl. Riparte da progetti comuni, soprattutto a sostegno delle imprese, prima che dall’acquisto di quote della banca da parte della fondazione. In prospettiva c’è anche questa ipotesi, ma nell’immediato la “banca del territorio” vuole concentrarsi su operazioni di collaborazione con le fondazioni di Lucca, Pisa e Livorno.
L’annuncio è ufficiale: arriva nel giorno dell’insediamento del comitato territoriale di Crl, guidato da Alberto Varetti, che avrà il compito di intercettare le esigenze dei clienti della banca e di deliberare sponsorizzazioni per sostenere eventi di rilevanza per il territorio. Il budget del 2012 potrebbe oscillare fra i 200mila e i 250mila euro; per interventi ulteriori, però, il comitato può sempre andare a bussare alla porta di BP. Per statuto, il comitato territoriale avrà poteri consultivi. Ma Maurizio Di Maio, capo della divisione di Lodi di Bp, assicura che a Crl «verrà garantita una forte autonomia e una forte identità.
Comitato territoriale. Nel giorno dell’insediamento del comitato territoriale di Crl, decide di riunirsi a Lucca il comitato divisionale di Lodi, diretto referente della Cassa nella nuova organizzazione del Banco. Compito principale di questo organismo - spiega Duccio Castellotti, vicepresidente di BP - è di farsi portatore dei bisogni dei 250mila clienti di Crl e dei 16mila soci. In particolare - aggiunge Silvano Piacentini, direttore generale di Crl - dal comitato «ci aspettiamo una spinta per acquisire quote di mercato». In sostanza, il comitato dovrà capire che cosa la gente chiede alla Crl per trasformare queste aspettative in proposte e soluzioni da sottoporre al vaglio di Lodi e Verona. «Ad esempio - precisa Varetti - se una categoria di imprenditori si lamenta dei tassi di interesse applicati dalla banca, noi dovremo far presente l’istanza e cercare di ottenere un risultato. Dobbiamo mettere in piedi le azioni necessarie a soddisfare le esigenze dei clienti. Io credo molto nella funzione di questo organismo che potremmo definire sperimentale, nonostante la lunga tradizione delle banche popolari di ricorso ai comitati. Le istituzioni sono composte da uomini: dipende da loro, da noi, se e come farle funzionare».
Rapporti con le fondazioni. Di Maio sottolinea che, oltre a favorire lo sviluppo commerciale della banca, il comitato territoriale dovrà sviluppare i rapporti con le fondazioni di riferimento della Crl a Lucca, Pisa e Livorno. Un progetto che viene confermato anche da Andrea Guidi, l’imprenditore lucchese che rappresenta la Toscana nel consiglio di amministrazione di Banco Popolare.
Sull’ipotesi che BP possa cedere quote alla Fondazione Crl, De Maio glissa. Spiega che la questione viene trattata direttamente da Pierfrancesco Saviotti, amministratore delegato di Banco Popolare. Ma è certo che oggi siano più distesi i rapporti fra banca e fondazione, dopo la scelta dell’istituzione lucchese di cedere la partecipazione in Crl, liquidata dal Banco anche con azioni di Credito Bergamasco. In attesa di definire i contorni dell’operazione, Banco e fondazione Crl lavorano a progetti per il territorio: il primo è l’investimento di capitali da parte della fondazione per garantire l’accesso al credito (agevolato) delle imprese del territorio.
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