Il dolore
L’Udc chiede di rivedere le aliquote Imu
«Troppo alto il 10,6 per mille per gli alloggi concessi in comodato gratuito ai parenti di primo grado»
CAPANNORI. «La “Manovra Monti “ non sia un alibi. Le abitazioni concesse in comodato gratuito ai parenti di primo grado, che le utilizzano quale prima casa, siano equiparate a quelle concesse in affitto a titolo oneroso, come avviene in altri Comuni».
Il capogruppo dell’Udc Gaetano Ceccarelli invita l’amministrazione comunale di Capannori a rivedere l’Imu sulla seconda casa data in comodato d’uso, per esempio, ai figli. Troppo alto il 10,6 per mille previsto dalla giunta Del Ghingaro, secondo Ceccarelli, tanto da suonare quasi come una beffa.
«A Capannori, in definitiva, chi mette gratuitamente la seconda casa a disposizione del figlio, è destinato a pagare una tassa assai più cara di chi l’affitta e trae dall’affitto un guadagno».
«La disposizione che equiparava all’abitazione principale quelle concesse in comodato gratuito ai parenti di primo grado che le utilizzano quale prima casa, è stata abrogata per legge. Il Comune, di conseguenza, non avendo stabilito alcuna agevolazione specifica per questa tipologia, le considera attualmente come seconde case sfitte, assoggettandole all’aliquota Imu massima pari al 10,6 per mille, che noi consideriamo profondamente iniqua. Le abitazioni locate a titolo oneroso invece, che cioè producono reddito al proprietario, scontano un’aliquota Idel 4 per mille nel caso di locazione con contratto concordato, o del 7,6 per mille se il contratto non è concordato – spiega Ceccarelli - Sfugge il ragionamento alla base di questa scelta, che oltre tutto si somma al rilevante incremento degli estimi catastali, che costituiscono la base imponibile dell’Imu.
Ceccarelli aggiunge che l’assessore alle finanze Lara Pizza ha giustificato le aliquote dicendo che è la “Manovra Monti” ad imporle. «Ma non è così. Altri Comuni, ad esempio quello di Reggio Emilia, il cui sindaco è presidente dell’Anci, hanno deciso di fissare aliquote Imu agevolate per le abitazioni concesse in comodato gratuito ai parenti di primo grado ed utilizzate come prima casa, applicando così un principio elementare di equità». (a.b.)
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