Lutto
In difesa del vero pecorino agricoltori in piazza
Anche le imprese lucchesi alla manifestazione della Coldiretti stamani a Roma Il formaggio prodotto in Romania con i finanziamenti arrivati dal nostro paese
LUCCA. Gli agricoltori smascherano il pecorino prodotto in Romania con i soldi degli italiani. L’agricoltura scende nuovamente in piazza e si mobilita contro il falso made in Italy e contro tutte quelle aberrazioni, bufale, tarocchi e imitazioni, che danneggiano il nostro paese e la nostra economia. Accade anche questo in Italia: lo Stato favorisce la delocalizzazione e fa concorrenza agli italiani, alle sue imprese, sfruttando il valore evocativo del made in Italy (l’Italian Sounding).
Tra gli illustri tarocchi: il vino del Chianti prodotto nella Nappa Valley, il pesto spicy proveniente dalla Thailandia, l’olio Pompeian prodotto in Usa, il Parma Salami messicano o ancora la mortadella siciliana dal Brasile e al provolone del Wisconsin fino, appunto, al “Pecorino” prodotto in Romania poi venduto e spacciato come prodotto italiano. Proprio il “pecorino”, simbolo di tutte le bufale italiane nel mondo, sarà esposto pubblicamente e mostrato al consumatore.
A Roma, in piazza Montecitorio, oggi, ci saranno anche gli agricoltori della Garfagnana come della Versilia e della Piana forti delle oltre 180, tra amministrazioni provinciali, comunali, associazioni ed enti della Regione, che si sono impegnate nella difesa del vero made in Italy agroalimentare approvando all’unanimità un ordine del giorno. Al fianco delle imprese gli amministratori, molti rappresentanti degli enti locali, accompagnanti dai gonfaloni.
«La Toscana – lancia la mobilitazione Dina Pierotti, presidente provinciale Coldiretti – è la regione più danneggiata e più imitata del nostro paese, e proprio per questo sarà grande il suo coinvolgimento nell’ambito della mobilitazione che vuole essere momento di denuncia pubblica ma anche di proposte».
L’azione di Coldiretti mira a portare al centro dell’attenzione pubblica il “caso Simest”, la “Società italiana per le imprese all’Estero” controllata dal mnistero dello Sviluppo economico che avrebbe usato risorse pubbliche in maniera impropria finanziando direttamente o indirettamente la produzione o la distribuzione di prodotti alimentari, e più in generale l’effetto delocalizzativo che ha messo in moto.
Insieme al falso made in Italy a Montecitorio, di fronte alla sede del ministero dello Sviluppo economico e della Simest, gli agricoltori alzeranno il grado di attenzione sull’Imu, sul tavolo del lavoro tra governo e forze sociali a cui Coldiretti non è stata invitata e sulle leggi nazionali sull’etichettatura che nessuno si è preso la responsabilità di applicare. «Porremo delle domande – conclude il presidente di Coldiretti – l’agricoltura è patrimonio di tutti gli italiani».
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