Il dolore
Vie di paese come grandi arterie
Vita insostenibile a Sant’Angelo in Campo le cui stradine fanno evitare semafori e controlli
LUCCA. Parlando dei vari aspetti problematici della viabilità, come questa nostra campagna di approfondimento sta facendo da un paio di mesi, un posto lo merita anche l’assedio di mezzi pesanti e di rumori a cui sono sottoposti spesso alcuni residenti. E che, letta la nostra iniziativa, ci hanno contattato per raccontarci il loro caso.
Un buongiorno antipatico. Nei giorni feriali ogni mattina alle 6.15 è un camion di Sistema Ambiente a dare il buongiorno a Corte del Bozzo. «Passa regolarmente sotto le nostre finestre e le vibrazioni fanno tremare le pareti – assicura Sergio Lovi –. L’armadio sbatte contro il muro e noi capiamo che ormai è arrivata l’ora di alzarsi». A Sant’Angelo in Campo questi sono racconti di quotidianità perché il traffico pesante e le automobili di passaggio da tempo hanno ormai invaso il paese e le sue strade che già dai nomi – via del Bozzo, via dei Sillori, via dei Pellegrini, via dell’Amore, via per Corte Fangosi – fanno capire che non sono state concepite per grandi flussi ma per una mobilità esclusivamente a servizio dei residenti.
Scelta come alternativa. Invece questa zona della periferia, ad appena tre chilometri dalle Mura, è diventata ormai una viabilità alternativa di attraversamento per chi viene da Pisa e per chi si deve spostare verso l’Oltreserchio e il Monte Quiesa. Le cause stanno nella trasformazione della viabilità e dell’urbanistica della zona sud-ovest della periferia con la creazione della bretellina che unisce San Concordio a San Donato e l’evoluzione di viale Einaudi che nel giro di pochi anni è diventata una direttrice fondamentale del traffico.
Un paese che soffre. Ma mentre l’intera zona continuava a crescere, Sant’Angelo in Campo rimaneva una realtà di paese, con i propri legami, la scuola elementare, la chiesa parrocchiale con la pista di pattinaggio e le feste estive. Eppure i flussi di traffico di attraversamento sono in continuo aumento soprattutto a causa del semaforo all’incrocio tra viale Einaudi e viale Puccini che ferma gli automobilisti anche per parecchi minuti.
Si fa prima ma è un assedio. Così basta un passaparola per venire a sapere che si può risparmiare tempo passando dal centro del paese dove i semafori non ci sono e neppure i divieti di transito per i mezzi pesanti, i dossi artificiali per rallentare la velocità e nemmeno il limite di 30 km/h riservato a certi centri abitati.
Si evita l’alcoltest. E il risultato sono i tir che passano in mezzo alle corti in strade che a malapena arrivano a tre metri di larghezza, senza pensare al venerdì e al sabato notte quando da Sant’Angelo passano tutti i giovani di ritorno dalle discoteche della Versilia che vogliono evitare le pattuglie delle forze dell’ordine che si appostano lungo viale Puccini per i controlli con l’alcool test.
250 firme di protesta. Per questo i cittadini si sono mobilitati raccogliendo 250 firme che hanno già presentato all’assessore ai lavori pubblici Marco Agnitti. «Qui non ci sono comitati ma solamente persone che vogliono riportare in sicurezza questa zona», dice Alessio Barsotti. Qui mancano i marciapiedi, i rallentatori e andrebbe ripristinata sia la segnaletica verticale che quella orizzontale. In più ad aggravare la situazione ci sono anche i mezzi di Sistema Ambiente che scelgono di passare da via del Bozzo e dai via dei Sillori per raggiungere la sede operativa di Nave mentre invece potrebbero proseguire lungo viale Puccini e utilizzare via Ducceschi e via della Polveriera senza andare a gravare sul centro abitato. «Sulla carta è un provvedimento a costo zero che si può prendere in pochi minuti – dicono i residenti della zona – quando a dicembre abbiamo parlato con l’assessore ci aveva detto che con questo suggerimento gli avevamo fatto un bel regalo di Natale che avrebbe permesso di togliere un po’ di traffico pesante da questa zona. Però poi di fatto non è cambiato niente».
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