Attenzione
«Occorre una causa per riavere i soldi»
LUCCA. «Occorre rivolgersi a un giudice per ottenere il rimborso dell’Iva». Questa l’indicazione che arriva da Fabio Coppolella, referente di Federconsumatori, dopo la sentenza con cui la Cassazione...
LUCCA. «Occorre rivolgersi a un giudice per ottenere il rimborso dell’Iva». Questa l’indicazione che arriva da Fabio Coppolella, referente di Federconsumatori, dopo la sentenza con cui la Cassazione riconosce come illegittima l’applicazione dell’imposta sulla Tia, la tariffa di igiene ambientale, sia quella prevista dal decreto Ronchi del 1997 che quella rivista dal Testo unico dell’ambiente nel 2006.
«E’ sbagliato - sottolinea Coppolella - pensare che, dopo la sentenza della Cassazione, si possa spedire una lettera al gestore del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti per ottenere il rimborso dell’Iva pagata ingiustamente. In mancanza di una normativa chiara, che imponga (per legge) il rimborso dell’Iva sulla Tia, le persone devono rivolgersi al giudice. E sperare in una sentenza favorevole». Al momento tutti i pronunciamenti, sono stati a favore degli utenti, famiglie o aziende. «Ma non è escluso - riprende Coppolella che possano anche essere prese decisioni diverse, proprio perché non esiste un’indicazione di legge chiara. Subito dopo che la Corte costituzionale dichiarò l’illegittimità dell’applicazione dell’Iva sulla Tia, uscì una circolare del ministero delle Finanze per ribadirne la legittimità». In più - prosegue il responsabile di Federconsumatori - c’è anche l’incognita di eventuali «ricorsi che contro le sentenze di primo grado potrebbero essere presentati dalle società di gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti».
Andare in giudizio per ottenere il rimborso, inoltre - sottolinea Ferdeconsumatori - comporta «una spesa per l’utente. Una spesa che, oltretutto, non è facilmente quantificabile. Il dato certo è che per il contenzioso si deve pagare il contributo unificato il cui importo varia in base al valore del contenzioso». Che potrebbe anche valere la pena, soprattutto se il rimborso potesse essere richiesto fino a 10 anni indietro. «In questo quadro di contenzioso non ancora ben definito - ammette Coppolella - quello che auspichiamo come Federconsumatori Lucca è che il governo intervenga su tutta la materia, con una legge chiara. Quello che serve, infatti, è una normativa che preveda in modo automatico il rimborso per tutti gli utenti, in modo da evitare contenziosi davanti al giudice, con spese quantificabili. La battaglia della nostra associazione, almeno, sarà in questo senso».
Nel frattempo, tutte le persone che volessero ulteriori chiarimenti sulla questione possono rivolgersi alle varie associazioni di difesa dei diritti dei consumatori.
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