Il Tirreno

Lucca

L’Imu porterà meno soldi dell’Ici

L’imposta in vigore a Lucca è stimata la più bassa d’Italia per una casa in affitto

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LUCCA. Il Sole 24 Ore colloca Lucca all’ultimo posto in Italia per l’aliquota base dell’Imu su un immobile in affitto e al quindicesimo posto per un negozio in centro storico. In poche parole l’Agenzia del territorio prevede su Lucca le rendite catastali più basse d’Italia e, come spiega il quotidiano della Confindustria, un trilocale affittato nei pressi del centro di Pescara rende quanto quattro appartamenti nella zona di San Concordio o Sant’Anna.

Ecco un esempio delle storture del catasto italiano – per il quale il Governo ha già annunciato una riforma integrale che dovrebbe trovare spazio a breve in una legge delega – che con l’applicazione dei nuovi moltiplicatori che aumentano la base imponibile del 60% balzano agli occhi in maniera ancora più eclatante rispetto a ieri. E se per il momento a godere di questi benefici sono i cittadini lucchesi destinati a pagare un’Imu quattro volte e mezzo inferiore rispetto agli abitanti di Viterbo, la notizia rischia di mettere in ginocchio le casse comunali visto che le proiezioni parlano di una rendita con la nuova imposta di poco inferiore ai 4 milioni di euro, addirittura meno dei 4.260.000 euro che l’amministrazione incassava con l’Ici nel 2008. In soldoni chi abita nei quartieri vicini alla circonvallazione pagherà 194 euro per un appartamento di 100 metri quadrati, circa tre volte di meno rispetto a chi abita nei pressi del centro di Oristano, mentre un fondo commerciale di 100 metri quadrati in centro storico pagherà 1.799 euro. 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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