Il Tirreno

Lucca

Iva, rimborsi per 46mila utenti

di Ilaria Bonuccelli

Non è dovuta l’imposta sulla Tia che nel 2011 è costata ai clienti di Sistema ambiente 1,6 milioni

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LUCCA. Sono oltre 46mila gli utenti - famiglie e aziende - di Sistema Ambiente che potrebbero reclamare la restituzione dell’Iva pagata sulla Tia, la tariffa di igiene ambientale. La Cassazione, con la sentenza depositata il 9 marzo, infatti, ribadisce quanto stabilito dalla Corte costituzione già nel 2009: la Tia è un’imposta a tutti gli effetti e, quindi, non soggetta ad Iva. Da qui a dire che i cittadini potranno avere indietro i loro soldi, però, ce ne corre. A meno che non venga approvata una legge specifica, infatti, per ottenere i rimborsi gli utenti dovranno rivolgersi al giudice. E non sempre la spesa potrebbe rivelarsi conveniente.

Rimborsi potenziali. I clienti di Sistema ambiente, la società di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a maggioranza pubblica, sono circa 46.500: 43mila a Lucca e circa 3.500 a Borgo a Mozzano.

Il gettito imponibile a Lucca ammonta a 18 milioni e 700mila euro, anche se l’incasso effettivo, nel 2011, oscilla fra i 16 e i 17 milioni. L’Iva sulla Tia è al 10%: considerando l’incasso effettivo, non dovrebbe superare il milione e 600mila euro. A Borgo a Mozzano, ovviamente, le cifre sono molto più basse, anche se il diritto al rimborso è lo stesso.

La Cassazione. L’ultima sentenza della Cassazione contesta la legittimità dell’applicazione dell’Iva alla Tia. E va contro i tentativi del precedente governo di salvaguardare l’applicazione dell’imposta sia con legge che con circolare ministeriale. La vicenda è presto ricostruita: nel 2009 la Corte costituzionale riconosce come illegittima l’Iva sulla tariffa stabilita dal decreto Ronchi nel 1997 (la cosiddetta Tia 1) e sulla tariffa inserita, poi, nel Testo unico dell’ambiente del 2006 (la Tia 2).

Dopo questa sentenza della Consulta, però, con una circolare del ministero delle finanze del 1° novembre2010 stabilisce che sia alla Tia 1 che alla Tia 2 si applichi l’Iva per la natura «non tributaria» del balzello. La Cassazione, seguendo l’indirizzo tracciato dalla Corte costituzionale, invece, contesta questa interpretazione e ribadisce la Tia (1 o 2 è lo stesso) è un tributo e, come tale, non può essere soggetto ad Iva.

Sistema Ambiente. La società di smaltimento dei rifiuti - conferma il direttore, l’ingegner Roberto Paolini - sta vagliando la questione, alla luce proprio della recente sentenza di Cassazione. «Visto le diverse normative in vigore e la giurisprudenza varia su questa materia - sottolinea il dirigente - non è semplice assumere un indirizzo immediato. Del resto, la sentenza della Cassazione è nota solo da venerdì. Noi, comunque, il problema ce lo stiamo ponendo, con la consapevolezza, però, che l’Iva non è un’imposta che noi tratteniamo. La riscuotiamo, è vero, insieme alla Tia, ma, poi la giriamo allo Stato, come alla Provincia versiamo il 4% di addizionale che fa parte della tariffa di raccolta e smaltimento della spazzatura».

Entrando nel dettaglio della tariffa, Sistema ambiente ricorda che dal 2003 al 2010 compreso ha riscosso la Tia 1 e che dal 2011 è passata alla Tia 2.

A chi chiedere il rimborso. Il rimborso dell’Iva - sottolinea Paolini, anche sulla base della sentenza della Cassazione - non può essere richiesto a Sistema ambiente o ad altre società che gestiscano il servizio di smaltimento della spazzatura perché non resta «nelle nostre casse».

La richiesta, quindi, deve essere inoltrata all’Agenzia delle Entrate che ha un ufficio dedicato all’Iva.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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