Finanza
Il sogno è una Lucca dove spostarsi sia facile
Dieci lucchesi illustri spiegano cosa chiedere al sindaco che sarà eletto a maggio Vanno risolti i problemi della mobilità: «Qui non ha senso un traffico caotico»
LUCCA. Risolvere i problemi del traffico e degli spostamenti, in particolare sui treni. E poi puntare sulla cultura e sul turismo, guardando di più oltre le Mura e aprendosi al mondo. Con una condizione tassativa: trasparenza. Sono queste le richieste più insistenti che dieci personaggi cittadini fanno al sindaco che verrà, di qualunque colore egli sarà. Abbiamo posto loro due domande - che cosa serve a Lucca e cosa deve fare il nuovo primo cittadino - senza chiedere le preferenze per singoli candidati o liste. Ne è emerso un decalogo interessante per chi sarà eletto alla carica più alta del Comune. Vediamo chi sono i personaggi e come hanno risposto.
Lorna Vatta. Ingegnere, numero due della Fabio Perini Spa, dove dirige l'ufficio strategia e tecnologia, nata in provincia e cresciuta professionalmente a Milano, ha scelto di vivere a Lucca per la qualità della vita. «Ma si vivrebbe ancora meglio - dice - con un minimo di infrastrutture di base. A partire dalla scuola, dove ho un'esperienza diretta avendo due figlie. Nell'istituto frequentato da una di loro, ad esempio, non c'è la palestra. D'accordo, ci sono problemi di budget. E allora perché non essere più creativi nel coinvolgere enti e aziende che potrebbero essere disponibili a finanziare diversi interventi? Sempre in campo scolastico, c'è da rilevare un'assenza di istituti internazionali. E' un grosso limite allo sviluppo, a mio parere. In azienda spesso sono capitate persone che potenzialmente avrebbero potuto trasferirsi con la famiglia a Lucca, ma non ci sono rimaste. Spero che Lucca, quindi, si apra di più al mondo. Anche in campo imprenditoriale».
Alberto Del Carlo. Il presidente della Fondazione Banca del Monte non ha dubbi. «Il nuovo sindaco - afferma - dovrà osare di più. Sulla viabilità, prima di tutto. Quindi sì a parcheggi e a strade interrate. Ci vuole lungimiranza, così come la ebbero coloro che negli anni Trenta vollero l'ampliamento della circonvallazione tra le proteste di tutti, che li tacciavano come pazzi. E per fortuna quell'intervento fu realizzato. E anche nel campo dello spettacolo e della cultura, bisogna pensare in grande: a una specie di Circo massimo al coperto, un grande spazio multimediale e modulare, che possa ospitare da 100 a 10mila persone, da realizzare vicino all'autostrada, che dovrebbe autofinanziarsi. E perché non fare un concorso di architettura ad alto livello per costruire opere pubbliche nuove e moderne?».
Fabio Pammolli. Una delle priorità per il nuovo sindaco, secondo il direttore di Imt, dovrà essere la questione del collegamento ferroviario, soprattutto verso e da Firenze. «Il primo cittadino - sostiene - dovrà far sentire la propria voce e chiedere quell'attenzione che Lucca finora non ha avuto e che paga con un disagio diffuso. Un altro aspetto importante è il turismo. Lucca ha un notevole patrimonio artistico e può diventare un laboratorio per analizzare i flussi turistici. Mi auguro quindi che si sviluppi sempre di più un sistema di committenze e di collaborazioni finalizzato a questo tipo di ricerca».
Maria Teresa Filieri. Ex direttore dei due musei nazionali di Lucca e ora alla guida delle Fondazione Ragghianti, ritiene fondamentale per la crescita della città un progetto culturale organico che non comprenda solo un elenco di eventi, ma anche il rispetto e la valorizzazione della città. «Siamo in ritardo, nessuno è ancora riuscito a pensare in quest'ottica - dice - e ogni istituzione è andata avanti da sola, senza coordinamento con le altre. Alla fine gli eventi non solo si sovrappongono, ma spesso finiscono per danneggiare la stessa città mentre dovrebbero servire a migliorarla e a valorizzarla. Non bastano gruppi di lavoro o di studio, ci vuole una volontà politica seria per tessere un dialogo e una collaborazione tra le varie istituzioni, un lavoro di fino a lungo raggio. Se non si progetta, non si va avanti».
Riccardo Benvenuti. Il pittore lucchese, notissimo per i ritratti delle eroine pucciniane e della donna in genere, ha due inviti per il nuovo sindaco: «Il primo: ascoltare di più la gente, riservando almeno un giorno alla settimana a incontrarla. E' solo parlando con le persone che potrà capire meglio le esigenze della popolazione e della città. Poi invito il primo cittadino a riservare la massima attenzione alla pulizia e al decoro, che a mio giudizio devono diventare il fiore all'occhiello di Lucca».
Alberto Varetti. Per il vice presidente vicario del comitato territoriale di consultazione e credito della divisione di Lodi di Banco Popolare, Lucca ha bisogno di un programma turistico e culturale e di un collegamento rapido tra i parcheggi esterni e il centro. «Penso - dice - a tapis roulant o a un servizio di navette elettriche continuo, che però può funzionare solo se si toglie il traffico dalla circonvallazione. Poi vedo positivo l'intervento di architetti e urbanisti con una visione moderna dei problemi delle città storiche per evitare che Lucca muoia. Infine è necessario un forte messaggio morale, un segnale di rinnovamento, un principe che baci la bella addormentata e la svegli dal letargo. E occorre rendere più trasparente l'azione pubblica: le scelte devono essere dibattute coralmente, non conosciute solo quando sono già decise, e l'interesse della collettività deve prevalere su personalismi e conventicole. Per fare tutto questo serve un effettivo ricambio generazionale, ad ogni livello».
Simone Bianchi. Traffico e cultura in primo piano per il disegnatore della Marvel. «Come fa una città piccola come Lucca - si chiede - ad avere un traffico caotico, dalle 5 alle 7 del pomeriggio, come se fossimo a Roma o a Milano? C'è qualcosa che non va e bisogna rimediare al più presto. Così come va affrontato il problema delle ferrovie: siamo ai livelli del terzo mondo sulle nostre linee. E un altro aspetto umiliante e desolante è l'assenza di vita culturale per i giovani. Lucca è un paese per vecchi: è rimasta l'unica città a non avere un cinema multisala e non c'è un posto per la musica dal vivo. Quindi spero che il nuovo sindaco non solo sia onesto e capace, ma sia giovane o in grado di ascoltare i giovani, svecchiando tutta la politica del Comune».
Giorgio Marchetti. L'architetto-umorista è convinto che il nuovo sindaco debba continuare la strada già intrapresa con i progetti del Piuss nella valorizzazione della città. «Anzi - dice - dovrà essere ancora più bravo nel trovare risorse e investimenti, riuscendo a mobilitare i privati e possibilmente, a non ostacolarli, come sta accadendo a Roma, ad esempio, per l'imprenditore Della Valle con il restauro del Colosseo».
Claudio Guerrieri. Per il presidente della Camera di commercio la priorità è risolvere le carenze infrastrutturali viarie e ferroviarie. «Problemi- sottolinea - che penalizzano la mobilità delle persone e delle merci e rendono le nostre imprese meno competitive rispetto a quelle di altri territori, anche a noi vicini. Ma Lucca offre anche potenzialità di crescita in un settore come il turismo, che può rappresentare un perno dello sviluppo complessivo grazie anche alla sua trasversalità, cioè alle sue capacità di avere ricadute positive su altri importanti comparti economici. Questo potenziale si può sviluppare appieno puntando sul binomio arte e cultura, esaltando quella straordinaria storia e tradizione che la nostra città ha nel campo della musica».
Marco Natalizi. No alla cultura come ancella del turismo. Il direttore della Fondazione Tobino rivendica il primato della qualità sul puro marketing. «La qualità - sostiene - è in grado di fare da volano allo sviluppo del territorio in maniera autonoma, quindi non deve appiattirsi o essere mischiata in eventi generici e fini a sé stessi, ma essere valorizzata. E se una cosa vale, sicuramente ci saranno sponsor privati pronti a sostenerla».
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