Italia
Con il teleriscaldamento risparmio di 400mila euro
I risultati economici e gestionali dei primi 18 mesi monitorati dal centro Crear Premiata la scelta del Comune, Mariani: «Effetti virtuosi su tutto il territorio»
SAN ROMANO GARFAGNANA. Il fiore all’occhiello del Comune di San Romano si chiama teleriscaldamento a biomasse. Oggi più che mai, dato che i risultati economici e gestionali dei primi 18 mesi di monitoraggio sottolineano quella del piccolo Comune garfagnino sia una scommessa vincente. Il rendimento energetico dell’impianto, infatti, è del 77,01% su base annua mentre il prezzo dell’energia termica venduta alle utenze private si ferma a soli 45 €/mwh (più iva al 10%). Considerando che i costi energetici degli impianti domestici a combustibili fossili (gasolio e gpl) si attestano attualmente intorno ai 120-150 €/mwh. Intanto, si stanno allacciando altre utenze per arrivare alle 80 previste. Pieno regime. Se a partire dall’inverno 2012/2013, si raggiungeranno le condizioni di impianto a regime (80 utenze private allacciate) i risultati economici saranno ancora più positivi, poiché il tempo di ritorno dell’investimento sarebbe di 7 anni, ed i risparmi conseguibili dal Comune nei 15 anni di vita dell’impianto sarebbero di 390.538 euro.
Insomma, risultati confortanti per uno dei primi impianti in Toscana ad avere una rete particolarmente estesa ed autogestita. L’iniziativa del teleriscaldamento è supportata dal programma investimenti della Regione Toscana del 2005 e 2006 per promuovere lo sviluppo di filiere foresta-legno-energia, favorire l’incremento del territorio rurale, garantire la sua manutenzione e assicurare ricadute economiche sulle aree montane.
E l’amministrazione comunale ha realizzato un investimento pari a 684.450 euro per dare vita ad un impianto di teleriscaldamento a servizio di cinque utenze pubbliche e ottanta private. L’importo è sostenuto per 254mila euro dal programma straordinario degli investimento della Regione. Benefici. «Gli effetti che arrivano dall’attivazione di questo tipo di impianti termici – spiega il sindaco Pier Romano Mariani - non si limitano ai soli effetti ambientali dovuti alla sostituzione di combustibili fossili con combustibili rinnovabili, ed ai risparmi economici per le utenze ma determinano effetti virtuosi anche sulla gestione e manutenzione del territorio, in quanto possono rendere economicamente sostenibile interventi di miglioramento boschivo e manutenzione del territorio».
Dal settembre 2010, il Comune di San Romano, gestore dell’impianto, è entrato a far parte del network del progetto transfrontaliero (Italia-Francia) Biomass, legato alla realizzazione di una rete di monitoraggio delle filiere biomassa-energia sviluppato con l’intento di verificare e migliorare la gestione delle filiere bio-energetiche dell’area di cooperazione. Il progetto coinvolge tre regioni italiane (Toscana, Sardegna e Liguria) e una regione francese, la Corsica, per complessive 14 filiere monitorate. Il capofila del progetto è la Provincia di Lucca, mentre il coordinamento tecnico-scientifico è affidato al Centro di ricerca sulle energie alternative e rinnovabili (Crear) di Firenze che per 18 mesi ha monitorato l’impianto, i combustibili immessi, gli interventi di manutenzione e gestione, l’energia prodotta e quella consumata oltre ai costi sostenuti dall’amministrazione per la gestione dello stesso. Sono state rilevate le spese pregresse sostenute sia dalla pubblica amministrazione sia dai privati per il riscaldamento degli immobili. E i risultati, come detto, sono buoni.
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