Attenzione
Auto multata perché passa sul carro attrezzi nella ztl
LUCCA. Due multe in 22 minuti. La seconda perché il carro attrezzi della rimozione forzata è passato dai varchi della ztl. Questa è la ricostruzione possibile di una vicenda dai contorni paradossali...
LUCCA. Due multe in 22 minuti. La seconda perché il carro attrezzi della rimozione forzata è passato dai varchi della ztl. Questa è la ricostruzione possibile di una vicenda dai contorni paradossali in cui la malcapitata protagonista è Margherita Meschi, una cittadina lucchese che ora si rifiuta di pagare la seconda contravvenzione e ha già fatto ricorso al prefetto e al giudice di pace. La storia risale a prima di Natale.
E’ la sera del 20 dicembre quando Margherita parcheggia regolarmente in uno stallo blu in via del Bacchettoni e inserisce i soldi nella gettoniera pagando il biglietto che le dà il diritto di lasciare la macchina anche al mattino successivo. Però si tratta di un martedì sera e la ragazza non ricorda che il mercoledì proprio in quel punto viene allestito il mercato. Così la sua auto alle 7.50 viene multata per divieto di sosta – 55 euro – e portata via dal carro attrezzi fino al deposito. Ma non finisce qui perché nella prima settimana di febbraio a Margherita vengono notificate due multe nello stesso giorno.
La prima è quella per divieto di sosta nei giorni di mercato, l’altra invece risale a una manciata di minuti più tardi, alle 8.12, perché la sua auto sprovvista di permesso per l’ingresso nella zona a traffico limitato è transitata sotto la telecamera del varco telematico di via Elisa. In pratica altri 92,50 euro per un fatto che evidentemente non può aver mai commesso e che probabilmente dovrebbe essere imputato a chi si è occupato della rimozione della vettura. «Ovviamente abbiamo scelto di non pagare questa seconda contravvenzione e abbiamo già inoltrato il ricorso – spiega Alfredo di Martino, compagno di Margherita –. In più questa è corredata da una fotografia totalmente scura nella quale non si riesce assolutamente a distinguere alcuna macchina ma si vede solamente la targa. Davvero mi chiedo come sia possibile che nessuno presso la polizia municipale o presso l’amministrazione si accorga di un errore del genere».
Ma non solo, perché Alfredo mostra la ricevuta di pagamento della prima multa per poi spiegare che l’amministrazione gli ha inviato nuovamente una lettera in cui gli intima di pagarla. «Abito in centro storico da anni – continua – e da tempo ho difficoltà a invitare i miei amici a casa perché nessuno ha più voglia di rischiare. Una situazione che è peggiorata nettamente con l’introduzione dei varchi telematici. Per questo mi chiedo come faccia un cittadino a fidarsi e a venire dentro le Mura».
Alessandro Petrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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