La manifestazione
Via d’accesso chiusa Anziana fuori di casa
FOSCIANDORA. A 87 anni si vede chiusa la strada di casa, nonostante sia evidente, a detta della controparte, la sua “morosità”. E così, una normale discussione su una servitù di passaggio è sfociata...
FOSCIANDORA. A 87 anni si vede chiusa la strada di casa, nonostante sia evidente, a detta della controparte, la sua “morosità”. E così, una normale discussione su una servitù di passaggio è sfociata in una lite giudiziaria. La storia è ambientata in località Grotta degli Specchi, un pugno di case in mezzo alle foreste sulle alture di Fosciandora, quasi a quota mille metri, laddove l’altipiano che costeggia il Serchio diventa Appennino. Gloria Raffaelli, anziana signora residente della zona tornata nella sua terra natia dopo anni trascorsi negli Stati Uniti, vive in una villa di sua proprietà. Il problema riguarda la strada d’accesso: una via lunga 6 chilometri e costata 100 milioni delle vecchie lire, realizzata nel 1981 con fondi pubblici e la compartecipazione al 50% della società Silvopastorale (ente creato ad hoc per gestire le opere da realizzare in quella zona). La strada, infatti, è divisa da una cancellata fatta installare dai soci come limite tra suolo pubblico e suolo privato. La signora Raffaelli, pur non entrando nella società Silvopastorale, ha sempre avuto la chiave per accedere nelle sue proprietà. Chiave consegnata al contadino che curava i suoi terreni. Alla morte dell’uomo la proprietaria terriera ha affidato il compito a Mario Biagioni, pensionato e già consigliere della Comunità montana negli anni 1990. Non trovano la chiave, Biagioni assieme alla signora Raffaelli si è rivolto ai responsabili della Silvopastorale, o meglio, a quel che ne rimane, visto che nel 2000 l’azienda è stata sciolta. «Ho parlato con l’ex presidente, il signor Ottaviano Pieroni – afferma Biagioni -, il quale si è rifiutato di darmi la chiave, impedendo di fatto a me e alla signora Raffaella il passaggio per l’accesso alle proprietà. Ma le stranezze non finiscono qui: analoga sorte è toccato ad un'altra strada che conduceva in altri terreni della povera anziana».
Pacata e dettagliata la replica del signor Ottaviano Pieroni, chiamato in causa… nel vero senso della parola: «La signora Raffaelli non ha mai partecipato alla società Silvopastorale – afferma -, non ha mai contribuito alla realizzazione delle opere. L’accordo con gli enti pubblici prevedeva la compartecipazione tra loro e noi privati, dividendo equamente il costo dei lavori, tutti rendicontati e visibili a tutti. Abbiamo realizzato due acquedotti, sistemato vecchi ruderi e capanni, creato tante migliorie. La signora Raffaelli ha sempre detto di non voler contribuire. Poi, quando abbiamo cercato un accordo, abbiamo scoperto che era partita la causa legale. E ora siamo in ballo».
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