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Lucca

Quindici ettari di bosco distrutti da un incendio

Quindici ettari di bosco distrutti da un incendio

Alimentate dal vento le fiamme divampano dal passo dei Carpinelli all’Argegna Il rogo minaccia un camping e un paio di abitazioni controllate dai vigili del fuoco

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MINUCCIANO. Cinque ore per impedire alle fiamme di svilupparsi ulteriormente e attaccare case e strutture ricettive. Un rogo che si è portato via 15 ettari di vegetazione - tra abeti, pini e acacie - e che probabilmente è partito da una cicca di sigaretta accesa gettata dall’auto di un fumatore. Alcuni testimoni infatti avrebbero visto le fiamme alzarsi sul ciglio di una carreggiata che porta al Monte Argegna. Ma ci sono anche altre ipotesi allo studio dei carabinieri che faranno piena luce sulla vicenda. Tra queste le fiamme non controllate di alcune persone intente a ripulire il bosco dai rovi e dai pruni. Di certo c’è che il comune di Minucciano e le località vicine hanno vissuto un pomeriggio di paura.

Scatta l’allarme. Sono le 13,45 quando arriva l’Sos al centralino dei pompieri di Castelnuovo. Sta andando a fuoco la radura sulle pendici dell’Argegna. Sul posto intervengono due squadre dei vigili del fuoco, ma non bastano. Dal comando di via Barbantini di Lucca arrivano di rinforzo due autopompe. E vengono allertate la Regione, il Corpo Forestale e i volontari dell’Unione dei Comuni (ex Comunità Montana). Il vento che soffia impetuoso alimenta le lingue di fuoco che avvolgono i fusti e le cime degli alberi.

Abitazioni in pericolo. Verso le 15 c’è il rischio che le fiamme possano raggiungere un paio di abitazioni che si trovano lungo il sentiero. Per evitare rischi due squadre di vigili del fuoco si piazzano nelle vicinanze a salvaguardia degli edifici con idranti ed estintori. Il rogo prosegue con tutta la sua forza devastante e potrebbe arrivare persino alle strutture di camping situato nel comune dell’Alta Garfagnana. Intervengono allora due elicotteri che si alzano da Lucca e da Pistoia. Dall’alto gettano acqua e liquido ritardante per bloccare il fuoco devastatore. A terra sono una trentina gli operatori che si prodigano per fermare il rogo ed evitare che la distruzione di una vegetazione rigogliosa.

Fine dell’incubo. Verso le 17,30 la situazione è decisamente migliorata: l’incendio non avanza e il vento cessa di alimentare il fuoco. I due elicotteri possono tornare alla base. Da terra, invece, si continua a lavorare. Ma le case e il campeggio sono salvi.

Alle 19 l’allarme rientra e i mezzi tornano alla base. Sul campo restano inceneriti una quindicina di ettari di pini e abeti. Un polmone verde in meno per la bellezza di questi monti. Ma poteva andare peggio, molto peggio. Adesso restano da individuare le responsabilità, da capire chi per colpa o per dolo ha causato danni incalcolabili alla natura e all’uomo.(l.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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