Sicurezza
Nuovi cartelli per segnalare il Quercione
SAN MARTINO IN COLLE. Adesso che la quercia di Pinocchio è stata riconosciuta come un bene paesaggistico e monumentale nazionale dovrà essere ancora più valorizzata e conservata in ottimo stato. Il...
SAN MARTINO IN COLLE. Adesso che la quercia di Pinocchio è stata riconosciuta come un bene paesaggistico e monumentale nazionale dovrà essere ancora più valorizzata e conservata in ottimo stato.
Il Comune ha confermato l'intenzione di segnalare meglio il Quercione che molti turisti e visitatori decidono di visitare nel loro giro sulle colline di Capannori. E saranno tanti ad inserirlo nel loro itinerario a primavera, magari abbinato al tour delle camelie o in arrivo da Lucca, Montecarlo e Pescia. L'assessore allo sviluppo del territorio Maurizio Vellutini annuncia i prossimi passi. «Stiamo studiando un bando regionale che parte in questo mese per ottenere finanziamenti da investire nella cartellonistica e in totem informativi ed una segnalazione riguarderà anche la famosa quercia di Pinocchio che ora è un bene con un valore storico, estetico e culturale per il territori»
. Il Quercione, situato su un promontorio a cavallo tra i paesi di Gragnano e S. Martino in Colle, nel cosiddetto bosco delle streghe, è ampiamente citato in cartine e guide turistiche, anche dell'amministrazione comunale, nei sentieri escursionistici ed itinerari culturali. Un patrimonio del genere si valorizza facendo sistema.
Capannori ha messo in piede una sinergia con Montecarlo, confinante con S. Martino, mentre non c'è alcun accordo con Collodi e il parco di Pinocchio.
«Progetti troppo onerosi – dice Vellutini – percorriamo altre strade per valorizzare questo splendido albero, ad esempio nell'ambito dei sentieri della via Francigena. Un'attrazione turistica da vedere, ma ricordiamo che è un bene che si trova in un'area privata, nel parco di villa Carrara, oltretutto in una posizione non di facile accesso. Lo scopo di salvaguardare la quercia perciò non si presta ad un turismo di massa. Potrebbe essere rovinata. E forse è proprio questo aspetto di nicchia ad aumentare il suo fascino misterioso». Purtroppo in passato alcuni vandali hanno lasciato i loro nomi incisi nella corteccia, altri ane hanno prelevato rami come souvenir o improvvisato picnic sotto la grande quercia secolare che ispirò lo scrittore Collodi (di parte materna originario di S. Martino) e alla quale il Gatto e la Volpe impiccarono il burattini.
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