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Lucca

La casa è edificio storico ma il Comune la demolirà

 La casa è edificio storico ma il Comune la demolirà

Nel regolamento urbanistico la classifica come fabbricato da tutelare, nella variante ora in discussione prevede che ci passi sopra una strada

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LUCCA. Secondo il Comune, la casa di Eliana Favilla, in via Pesciatina, è da salvaguardare. Lo scrive nel regolamento urbanistico, inserendo l’immobile nell’elenco dei “fabbricati storici”. Ma con la variante urbanistica in approvazione in questi giorni, il Comune fa passare una strada sulla stessa casa, condannandola alla demolizione. Infatti, devia il tracciato del collegamento fra via Vecchia Pesciatina e viale Castracani, dopo che è saltato l’accordo con i proprietari di un’abitazione vicina che doveva essere demolita per costruire la nuova strada.

I proprietari di quest abitazione, però, hanno ritenuto insufficiente il milione e 200mila euro offerti dal Comune a titolo risarcitorio e ne hanno chiesti oltre 500mila di più. Così l’accordo è saltato. Tuttavia, il Comune sostiene di aver modificato il tracciato non solo per non pagare tutti questi soldi, ma per renderlo lineare, evitando la curva che avrebbe fatto finire la strada sulla casa della famiglia Monteriso. La quale, dopo un contenzioso infinito e la richiesta di 1,7 milioni di risarcimento, si è rivolta alle Iene per mettere la casa al riparo delle ruspe. Eliana Favilla, invece, ha presentato un’osservazione alla variante per modificare il tracciato. Solo che - sostiene - il Comune non l’avrebbe mai informata sull’esito della pratica. Nei fatti, però, si può considerare respinta, visto che la variante in discussione in consiglio comunale contiene il tracciato che passa sulla casa di sua proprietà dove abitano la figlia, il genero e due nipotine. Ma la donna non ha intenzione di cedere.

L’origine. La vicenda parte nel 2004, dopo l’approvazione definitiva del regolamento urbanistico. La giunta, con la delibera n° 71, approva il nuovo tracciato della strada: lo fa passare sulla casa dei Monteriso e non più su quella dei Favilla. Il 5 aprile 2004, quindi, il Comune sottoscrive un protocollo di intesa con la società Cib 95 (Compravendita immobili Brescia srl) per la costruzione del collegamento fra via Vecchia Pesciatina e viale Castracani. E un paio di settimane dopo, per il «carattere d’urgenza dei lavori» emana il decreto di occupazione d’urgenza dei terreni e dei beni interessati al tracciato. Scoppia, così, il contenzioso. Un anno dopo (il 10 giugno 2005), il Comune cerca un accordo con i Monteriso, proponendo un risarcimento di 1.230.000 euro. Ma nel 2007 la famiglia Monteriso ricorre un appello contro il Comune reclamando un risarcimento di 1.775.120 euro. Così tutto si ferma.

Gli sviluppi.Il 17 gennaio 2011, con l’adozione della variante al regolamento urbanistico, il Comune approva il nuovo tracciato della strada e torna alla proposta originaria del 2004, che poi, era stata abbandonata dal Comune: prevede, insomma, di nuovo il passaggio sulla casa di proprietà di Eliana Favilla. «Il dato grave - denuncia Eliana - è che nessuno ci aveva informati di questa variazione. Ce lo ha fatto presente il nostro tecnico, all’improvviso, e abbiamo presentato un’osservazione alla variante per far modificare il tracciato. Tanto più che dal 2010 nella casa abita mia figlia con la sua famiglia».

Il contenzioso. La famiglia è pronta a difendersi per evitare la demolizione. Tanto più - scrive nella variante - che l’abitazione «è annoverata, in base al regolamento urbanistico vigente, tra i fabbricati storici come “edificio di nuovo regime”». Questo, in sostanza - spiega la famiglia Favilla-Cercenà - significa che le norme tecniche di attuazione del regolamento urbanistico «vietano la distruzione di un fabbricato classificato fra quelli storici, a meno che non si dimostri la precedente scomparsa delle caratteristiche architettoniche originarie. Ma non è il nostro caso».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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