Finanza
Dinelli, Marchetti e Gemma Urbani: i candidati sono 16
Si allunga (senza precedenti) la lista degli aspiranti sindaco Si ventila il passaggio di Letizia Bandoni nelle fila dell’Udc
LUCCA. Maurizio Dinelli, Gemma Urbani e Giuliano Marchetti. Si allunga la lista dei candidati a sindaco che, salvo defezioni, arriva a quota sedici. L’ assessore all’ambiente, leader di Progetto Lucca - il movimento nato dalla scissione del Pdl - entro domani o martedì, ufficializzerà la decisione di sganciarsi, alle prossime elezioni, dal sindaco in carica, Mauro Favilla. Anche se questa scelta spacca il gruppo.
Non ha bisogno di tempo per decidere, invece, Gemma Urbani, maestra elementare che sabato annuncerà la propria candidatura con la lista “Lucca bene comune” composta da sole donne, primo esperimento del genere a livello amministrativo, almeno a Lucca. In realtà tutta la vicenda dell’attuale tornata elettorale non ha precedenti nella storia repubblicana della città con un affollamento di candidati (almeno sulla carta) che non si era mai visto.
I nuovi candidati. Al momento sono tre. Oltre a Dinelli, ex consigliere regionale di Forza Italia, fra i primi dissidenti interni al Pdl, ci sono Gemma Urbani appunto, candidata vicina alla sinistra, e Giuliano Marchetti, a capo della fondazione dell’Antica Zecca, che, invece di appoggiare il candidato del centrosinistra, Alessandro Tambellini, ha deciso di correre in proprio. Almeno al primo turno. In caso di ballottaggio, comunque, si apparenterebbe con il professore del Pd.
Il caso Dinelli. La riflessione sulla candidatura nasce dalla difficoltà conclamata di mettere insieme una lista a sostegno di Favilla. Molte delle persone che hanno appoggiato Dinelli nella rottura con il Pdl non sarebbero disposte a sostenere un Favilla bis. Anzi: sarebbero pronte ad appoggiare Pietro Fazzi oppure a boicottare le urne. Per non perdere il proprio elettorato, vanificando la rottura con il Pdl, Dinelli si accinge a presentare la propria candidatura a sindaco. Senza, però, mollare Favilla prima della fine della legislatura. L’idea, infatti, è di chiudere il mandato insieme, riconoscendo al sindaco in carica l’impegno a prendere le distanze da partiti e assessori che hanno condizionato la prima parte del mandato amministrativo. Infatti, già ci sarebbe stato un confronto fra Dinelli e Favilla che, però, non si è espresso sulla scelta del suo assessore.
Progetto Lucca. La decisione di Dinelli crea una frattura interna al gruppo consiliare. Il capogruppo Luigi Bertani (ex Udc) e Giampaolo Micheloni sono contrari a mollare Favilla. «Le scelte - scrivono - prima ancora che sui candidati debbono essere maturate sui programmi e questo, almeno da parte nostra, è già stato fatto con la scelta di appoggiare il candidato sindaco Favilla. Di una scelta diversa non vogliamo condividere né l’opportunità né la responsabilità».
Liste civiche e dintorni. Ancora da sciogliere i nodi delle alleanze. Fli punta a un accordo con Governare Lucca, ma il movimento di Piero Angelini - rimasto orfano della candidatura dell’avvocato Lodovica Giorgi - non vorrebbe trovarsi in una coalizione con a capo Luca Leone. Invece, Fli pensa proprio all’ex assessore come al candidato di una lista moderata che inglobi anche Api. Con cui Governare Lucca si vorrebbe alleare. Ma senza Fli e, soprattutto, senza Leone. Alla fine, però, Angelini potrebbe decidere di candidarsi a sindaco.
Campagna acquisti. Infine, le ultime indiscrezioni parlano di un tentativo dell’Udc di arruolare l’assessore alla cultura del Pdl, Letizia Bandoni.
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