Il Tirreno

Lucca

inchiesta per tre foto

Indagato ora è il titolare ma non è lui il pedofilo

Indagato ora è il titolare ma non è lui il pedofilo

CAPANNORI. Ci vorrà qualche settimana per individuare il dipendente lucchese di una grande azienda della Piana accusato di aver inserito - dal computer d’ufficio - sul sito di una community di...

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CAPANNORI. Ci vorrà qualche settimana per individuare il dipendente lucchese di una grande azienda della Piana accusato di aver inserito - dal computer d’ufficio - sul sito di una community di pedofili almeno tre foto choc che ritraevano atti sessuali con bimbi minorenni. L’operazione partita da Firenze con l’ausilio del nucleo interforze investigativo telematico (Nit) di Siracusa ha sgominato una rete mondiale di pedofili su Internet. E tra i 14 indagati figura anche un lucchese. Al momento, ma soltanto a titolo puramente formale, è iscritto nel registro degli indagati il legale rappresentante dell’azienda del Capannorese, un dirigente d’impresa di 73 anni, che sicuramente è estraneo al caso. Proprio per evitare il blocco dell’azienda il Nit guidato dal luogotenente Di Somma hanno delegato la Compagnia della Guardia di Finanza di Lucca, diretta dal capitano Di Lillo, di effettuare il back up degli hard disk dei 25 computer dislocati nel fabbricato che ospita la ditta. I pc infatti hanno lo stesso indice «Ip» e per capire con precisione quale sia il computer del pedofilo occorre un’indagine mirata.

«Non vogliamo certo provocare disagi e problemi di natura economica all’azienda che è estranea alla vicenda. - dice il luogotenente Di Somma - Per questo abbiamo agito con la massima cautela evitando il sequestro dei pc che avrebbero messo in ginocchio l’impresa». Adesso sarà necessario capire chi tra i dipendenti ha inserito quelle foto pedopornografiche su internet. Dovrebbe trattarsi di una persona esperta d’informatica, in grado di disporre di un accesso riservato con password a un particolare social network.

Le perquisizioni si sono avute in questi giorni in tutta Italia (in Toscana oltre in Lucchesia anche nella provincia di Pistoia) e poi in Francia, in Belgio, in Portogallo e negli Stati Uniti. Proprio negli Usa c’era il server centrale da si raccoglievano nuovi adepti e il materiale pornografico.

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