Il dolore
Sono sante le uniche donne dello stradario
LUCCA. Sono le sante a tenere alto il nome delle donne nelle vie e nelle piazze del territorio comunale. In uno stradario dove le intitolazioni in rosa sono di per sé in percentuale ridottissima...
LUCCA. Sono le sante a tenere alto il nome delle donne nelle vie e nelle piazze del territorio comunale. In uno stradario dove le intitolazioni in rosa sono di per sé in percentuale ridottissima rispetto alle altre, gli omaggi riferiti a donne laiche risultano molto rari: due fuori dalle Mura, altrettanti in centro storico. Compensa poco il fatto che nella cerchia urbana un vicolo deve il suo nome addirittura a una dea romana. Le intitolazioni in odor di santità e di religione, invece, sono 15. Al contrario l’universo maschile è rappresentato in tutte le sue declinazioni: ci sono i santi, ma anche pittori, guerrieri, papi, sacerdoti,generali, eroi, giuristi, patrioti, cavalieri, nobili, vescovi, mercanti, deputati, re, musicisti, poeti, scienziati, aviatori, giornalisti, letterati e molti altri. Vista quest’abbondanza, è gioco forza che siano intitolate agli uomini le vie e le piazze più importanti, mentre alle donne – sante o laiche – sono toccate quelle minori.
Unica eccezione la Regina Margherita, alla quale è dedicato uno dei viali della circonvallazione. D’altra parte Margherita di Savoia, moglie di Umberto I che fu assassinato dall’anarchico Bresci, fu la prima sovrana del regno d’Italia e, come scrisse Indro Montanelli nella sua “Storia d’Italia” «era una vera e seria professionista del trono, e gli italiani lo sentirono. Compresero che, anche se non avessero avuto un gran re, avrebbero avuto una grande regina». Tanto che la pizza Margherita si chiama così per lei.
Non è propriamente di second’ordine nemmeno via Teresa Bandettini, a San Concordio, nella prima periferia cittadina. Ma la fama e l’importanza della poetessa lucchese, vissuta dal 1763 al 1837, avrebbero meritato sicuramente un posto migliore. Vincenzo Monti compose per lei un’Ode saffica, a Firenze conquistò l’ammirazione di Vittorio Alfieri che le dedicò alcune terzine. E, per il suo talento di poetessa improvvisatrice, si esibì a Modena davanti a Napoleone. Rimanda all’imperatore francese via Elisa, in centro storico. Elisa era la sorella di Napoleone Bonaparte che con il marito Felice Baciocchi fu principessa di Lucca dal 1805 al 1814.
L’altro esempio di omaggio alla laicità femminile all’interno delle Mura non si riferisce a personaggi storici. Piazza della Pupporona è infatti il nome popolare dato dai lucchesi a piazza San Salvatore, in relazione alle forme sinuose della fanciulla rappresentata nella fontana nottoliniana che domina la piazza. Dal mondo degli dei, invece, arriva l’appellativo di vicolo della Minerva, che si chiama così perché nei paraggi c’era un tempio romano dedicato alla dea della guerra e della saggezza. Sante e riferimenti religiosi, soprattutto riguardo alla Madonna, ce ne sono in grande quantità. Fuori città abbiamo via Beata Elena Guerra nel quartiere di San Vito e via della Santissima Annunziata all’Acquacalda. In centro, infine, ci sono, tra le altre, via S. Chiara, via S. Gemma Galgani, via S. Zita, via degli Angeli, che ricorda gli angeli apparsi a S. Zita, piazza e via delle Grazie, dalla vicina cappella della Vergine del Sasso , piazza S. Maria e piazza S. Maria Forisportam.
Paola Taddeucci
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