Attenzione
Pochi km, ma andare in bici è un rischio
In molti potrebbero spostarsi sulle due ruote tra Lucca e la Piana, ma lo sconsigliano corsie strette e malandate
CAPANNORI. Una pista ciclabile che unisca Lucca e la Piana forse resterà solo un sogno. Eppure sono sempre più le persone che, specie nella bella stagione, inforcano una bici per spostarsi anche su lunghi tragitti.
Voglia di bici. Complice la crisi, il caro-benzina e gli elevati costi di manutenzione dell'auto, oltre ad abitudini ecologiche e il piacere di una pedalata all'aria aperta è un vero fenomeno quello dell’aumento del numero delle persone che si muovono in bicicletta non solo all’interno delle città. Il tema della sicurezza stradale è uno dei più sentiti dai giovani secondo quanto emerso dai risultati del progetto "Giovani 2.0", promosso dalla cooperativa sociale Zefiro insieme alle amministrazioni comunali. Chiedono di migliorare la mobilità, quindi percorsi protetti e corsie di emergenza per chi usa la bici per muoversi da un posto all'altro.
Pericoli in strada. Tra le strade da bollino rosso non sfugge la via Pesciatina, una delle grandi arterie di collegamento della viabilità lucchese. Pericolosa per i ciclisti, perché diritta, lunga e stretta, troppo stretta. Tra buche, tombini, lavori in corso ed auto parcheggiate per arrivare a destinazione bisogna effettuare manovre azzardate e fare molta attenzione. Eppure coprire la distanza da Lucca a Capannori e viceversa, circa 6 km, non sarebbe neppure un'impresa. Una ventina di minuti per i più allenati. Se non fosse un viaggio ad ostacoli.
Prova su strada. Abbiamo fatto una prova sul campo mappando i punti critici da superare. Punto di partenza dall'incrocio di via del Casalino a Lunata, da dove immettendosi in strada si prende la Pesciatina in direzione Lucca. Dopo circa duecento metri di marcia incontriamo le prime difficoltà. Al bordo della strada c'è una corsia preferenziale, ma ridotta all'osso. Troppo piccola anche per una bicicletta. Di lato un breve tratto di marciapiede sconnesso che mette a dura prova l'equilibrio di ciclisti e pedoni. Proseguendo altri duecento metri arriviamo al semaforo della Madonnina (di fronte al “Fanini Bici”) e ci troviamo a fronteggiare un altro tratto di strada stretto e dissestato.
Sosta che intralcia. Il percorso inverso sull'altro lato è anche peggio, dal momento che la già angusta carreggiata laterale, in teoria riservata ai ciclisti, è spesso occupata da auto parcheggiate davanti ad attività commerciali. Ostacoli che obbligano a manovre pericolose per schivar le ritrovandosi a pedalare in mezzo alla strada, transitata anche da camion e mezzi pesanti.
Corsie zero. Dall'incrocio della Madonnina in direzione Lucca poi anche la corsia laterale sparisce. Una volta entrati sul territorio lucchese, da Picciorana fino a S.Vito, oltre un chilometro, il tratto di strada è privo di corsie laterali riservate ai ciclo-pedoni. Si pedala come equilibristi lungo i fossetti della strada. La situazione non è migliore sulla via Romana, anch'essa di alto scorrimento tra Lucca e la Piana. Niente piste ciclabili e corsie preferenziali. Per piccoli tratti si può pedalare lungo il ciglio della strada, ma per grande parte del tragitto non si può fare a meno di invadere la carreggiata.
Sempre più dura insomma la vita dei ciclisti. «La via Pesciatina non è sicura, troppo stretta e poco illuminata – racconta Paolo Lunardini, un cittadino lucchese che usa spesso la bici per spostarsi – non capisco perché sono state fatte piste ciclabili a Sant'Anna e San Concordio, mentre non si è fatto niente per la vicina periferia».
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